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Zorita: la prima bad girl del Burlesque

Nella storia del burlesque non ci sono solo leggiadre creature come Faith Bacon e Sally Rand o bellezze statuarie come Lily St. Cyr. L’eleganza altezzosa e lontana, a volte sognante e quasi favolistica di alcune performer contrasta con ciò che realizzò la prima naughty girl del burlesque: la spregiudicata Zorita.

Procace, provocante, piena di curve pericolose e idee originalissime, Zorita fu il simbolo della sensualità fatale e pericolosa.

Zorita e il suo inconfondibile look

Zorita e il suo inconfondibile look

Una ribelle all’inizio del secolo: nascita di Zorita

Youngstown, Ohio, 30 agosto 1915. Nasce Katherin Boyd, o Katryn Boyd. Zorita non ha mai chiarito il suo vero nome, né ha mai amato rivelare molto sulla sua vita privata. Addirittura anni dopo, quando venne arrestata a Toledo, il rapporto della polizia riportò come suo vero nome Ada Brockett. Non ci sono molte informazioni su ciò che la riguarda fuori dal palcoscenico. Sappiamo però che da bambina fu adottata da una coppia di metodisti e che già all’età di quindici anni lavorava come intrattenitrice nelle feste di addio al celibato e in una colonia nudista alla San Diego World’s Fair, per approdare infine al mondo del burlesque all’età di vent’anni, dopo essere stata notata a un concorso di bellezza.

Nonostante abbia sempre generato molto scalpore, non sappiamo molto dei suoi flirt né di ogni episodio di arresto. La documentazione su di lei è quanto mai scarna.

Zorita nel suo celebre numero "Half & Half"

Zorita nel suo celebre numero “Half & Half”

Zorita’s trademark: originalità e aggressività

Nel corso della sua carriera, Zorita passò ben presto dalle routine più classiche alle provocazioni e agli act più innovativi. A metà degli anni Trenta, creava molto scalpore la sua personalità decisa e ruvida, e di certo il suo giocare continuamente con la sessualità e i generi non passavano inosservati né venivano facilmente digeriti.

Uno dei suoi numeri più famosi è Half & Half, in cui, proprio ironizzando sull’identità di genere, era vestita a metà da sposo e a metà da sposa e procedeva in una magistrale danza con striptease che lasciava intendere l’attesa e il desiderio che si concretizzano in una prima notte di nozze. Il numero fu originariamente attribuito a Vernon Castle (il famigerato showman del duo Veron & Irene Castle portato anche sul grande schermo in un film con Fred Astaire e Ginger Rogers), ma la coppia di sposi Castle non si spinse mai oltre la performance di ballo.

Un altro act, divenuto un classico a cui diverse perfomer ancora oggi rendono omaggio, la vedeva di fronte a una gigantesca tela di ragno tempestata di cristalli. Dal buio spuntavano le inquietanti zampe di un ragno che, gradualmente, la privavano dei vestiti. Queste e molte altre idee fecero sì che Zorita raggiungesse una popolarità fulminea e destinata a rimanere nell’immaginario collettivo degli spettatori. Di certo sono riconoscibili i suoi “marchi di fabbrica”: su tutti i capelli corvini con due grosse ciocche biondo platino ai lati, un omaggio a Elsa Lanchester nel film La moglie di Frankenstein, per evocare un immaginario sensuale e orrorifico insieme. Qualche anno più tardi, seguendo ancora le tendenze dettate dalla Settima Arte, la sua chioma divenne tutta biondo platino, con un taglio di capelli che ricordava molto quello di Marilyn Monroe.

Zorita a passeggio con uno dei suoi serpenti e durante una performance

Zorita a passeggio con uno dei suoi serpenti e durante una performance

Zorita: la sposa del serpente

Ciò che senza alcuna ombra di dubbio caratterizza ancora oggi la figura di Zorita è la sua associazione con i serpenti. Il suo act più famoso, The Consummation of the Wedding of the Snake, che è possibile vedere all’interno del film I Married A Savage, la vedeva eseguire uno striptease sensualissimo mentre un boa consrictor vivo e lungo otto piedi le si avvolgeva intorno al corpo. In seguito Zorita utilizzò i serpenti in quasi tutti i suoi show, coordinando i suoi movimenti con quelli sinuosi dei suoi due rettili, un boa e un pitone, che chiamò Elmer e Oscar.

Celeberrime le foto che ritraggono mentre ne porta uno a passeggio, come fosse un cagnolino al guinzaglio.

Il suo comportamento verso questi due serpenti le causò problemi con la legge: nel febbraio 1949 fu arrestata per i consueti problemi di buon costume. Quello che doveva essere un arresto ai fini di censura, portò a scoprire dell’altro e le procurò un’accusa molto pesante di crudeltà sugli animali. Sua figlia Tawny, che a neanche due anni venne immortalata mentre giocava con il pitone, dichiarò alla polizia di non aver paura dei serpenti in casa, in quanto sua madre li teneva chiusi in un cassetto, come un qualunque altro indumento di scena. L’accusa ufficiale fu che la performer incollava la bocca dei suoi serpenti prima di ogni performance. Zorita venne rilasciata pagando una cauzione di 1.500 dollari, ma i suoi serpenti le furono confiscati.

Zorita nella sua versione biondo platino

Zorita nella sua versione biondo platino

La carriera di Zorita: controversa fino alla fine

Oltre a I Married A Savage, le incursioni di Zorita sul grande schermo furono diverse. Tuttavia la starlette non tentò mai davvero la carriera d’attrice. Per lo più i suoi ruoli la videro trasporre le sue performance o la sua stessa personalità al cinema in altri tre film: Naughty New York, Judy’s Little No No e Revenge is My Destiny. Fu poi la volta di Lenny, il meraviglioso biopic diretto dal leggendario Bob Fosse, ma il suo ruolo come proprietaria di un nightclub non finì nei credits ufficiali della pellicola.

Del resto anche quella piccola parte non raffigurava altro che ciò che Zorita era nella realtà: dal momento in cui lasciò le scene nel 1954, si tenne impegnata nella gestione di diversi burlesque club a New York e a Miami. Si dedicò moltissimo anche all’attività di insegnante, ma non trasmise mai a nessuna ragazza il segreto della sua performance con i serpenti, nemmeno alla sua pupilla, la giovanissima Tee Tee Red, che diventò streapteser a soli diciassette anni. Furono in molti a sospettare una relazione tra le due.

Una giovane Tee Tee Red, pupilla di Zorita

Una giovane Tee Tee Red, pupilla di Zorita

Infatti, sebbene Zorita vantasse una vita sentimentale con gli uomini, e fosse anche madre di una figlia, non fece mai mistero di utilizzare gli uomini solo per proprio tornaconto. La sua omosessualità era conclamata, e scandalizzava non poco a quei tempi. Purtroppo però non fu fortunata: il suo amore più grande fu la perfomer Sherry Britton, che non la corrispose mai, ma che venne tormentata sempre da Zorita. Per scoraggiarla, Sherry metteva in giro le voci più strane. Per esempio, durante un’intervista dichiarò che Zorita possedeva quattro g-string di pelo di animale, per lasciar intendere al pubblico di mostrare più del consentito.

 

Zorita si ritirò completamente da tutte le scene nel 1974 e si trasferì in Florida per allevare gatti persiani. Da allora fece perdere le sue tracce e visse un’esistenza riservata. Conosciamo solo la data della sua morte, il 12 novembre 2001.

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