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Tempest Storm: un mito vivente

Basta pronunciare il suo nome per capire tutto di lei: Tempest Storm è come un uragano che ha percorso quasi tutta la storia del Burlesque, cavalcando le luci della ribalta come se fossero solide, sorridendo e ancheggiando, mostrando il suo fisico prorompente e i suoi capelli rosso naturale.

Per chi conosce il burlesque il suo nome non è nuovo: è semplicemente la performer più amata tra le vecchie glorie, 90 anni portati in modo scintillante. È stata una delle pin-up più famose degli anni Cinquanta, insieme all’amica Bettie Page, e come Gipsy Rose Lee, Lily St. Cyr e Blaze Starr è una delle maggiori figure nella storia del burlesque. Al contrario di Gypsy, non ha inventato qualcosa di nuovo, non ha numeri particolarmente iconici. Tempest ha semplicemente eseguito performance burlesque più a lungo di chiunque altro, e lo ha fatto tremendamente bene. Il suo stile più celebre resta il solo-strip act, che è sempre stato il suo cavallo di battaglia, accompagnato spesso da sapienti movenze Bump & Grind.

Tutte possiamo ancora oggi imparare la vera essenza del teasing dalle parole di Tempest Storm: “Ciò che ha ucciso il pubblico di massa nel burlesque è stato che molte performer hanno iniziato a spogliarsi del tutto. Non è solo di cattivo gusto, ma è anche non necessario. Il segreto di un buon striptease è il lasciare quanto più possibile all’immaginazione”.

E ancora, nello specifico: “Non importa cosa dicono gli uomini, nessuno di loro vuole veramente vedere una performer che semplicemente balza fuori dai suoi vestiti. Ci vuole la comunicazione, il segreto è instaurare un contatto. Nei miei act, anche se alla fine mi resta addosso il minimo legale, in verità indosso sempre più di quello che tolgo. C’è qualcosa di psicologico in questo: una performer che riesce a comunicare modestia è più sexy di una che si spoglia e basta”.

Tempest Storm

Come la giovane Annie divenne Tempest Storm

Al pari di molte star, non solo del Burlesque, Tempest Storm è finita nello show business per puro caso, fuggendo da un’infanzia difficile. Nata Annie Blanche Banks il 29 febbraio 1928, a Eastman, in Georgia, non ha mai conosciuto il suo vero padre. I suoi si separarono quando sua madre era incinta, e Annie crebbe con un patrigno che abusava di lei. A quindici anni, per fuggire da un incubo, se ne andò di casa. Conobbe un ragazzo della sua età che le promise di prendersi cura di lei, si sposarono e 24 ore dopo il loro matrimonio era già annullato. Annie lo sposò solo per emanciparsi legalmente dalla sua famiglia. Poco dopo incontrò un altro ragazzo. Il secondo matrimonio durò sei mesi. Nelle sue memorie racconta come arrivò a Hollywood, con una massa di capelli rossi che tirò sulla testa per sembrare più grande, e mentì sulla sua età per iniziare a lavorare. “Ero carina, e avevo un bel fisico, ma apparivo come migliaia di altre ragazzine che vanno a Hollywood con l’idea di fare le attrici”. Lavorò dapprima come commessa, poi in un cocktail bar. Riusciva a stento a mantenersi, ma “avevo idea che se fossi tornata a casa non sarei più andata via”.

Le cose non andavano bene, Annie lavorava in un drive in come cameriera quando incontrò un uomo che le chiese se aveva mai pensato di lavorare nello show business. Non era l’idea che Annie aveva in testa: l’uomo voleva fare di lei una stripper.

L’uomo le fissò un appuntamento con Lillian Hunt per il Folies Theatre. Annie non ci andò: era spaventata a morte, ma l’uomo andò di nuovo a trovarla e la incoraggiò. “Fare la spogliarellista era l’ultima cosa che volevo, ma alla fine ci andai. Avevo bisogno di un lavoro, mi presero tra le ragazze della fila e mi fissarono una paga di 40 dollari a settimana. Era più di quanto avessi mai guadagnato in vita mia”.

Tre settimane dopo, Annie divenne solista, con una paga di 60 dollari a settimana, e la settimana ancora successiva Lillian Hunt le disse che aveva bisogno di un nome d’arte. Fu la stessa Lillian a suggerire Tempest Storm. “Niente di meglio?”, chiese Annie. “Che ne dici di Sunny Day?”, propose allora Lillian. Fortunatamente Annie, allora diciasettenne, scelse Tempest Storm. Non poteva saperlo, ma in quel momento stava nascendo la starlette più pagata di sempre.

Tempest Storm e Bettie Page

Una vita scintillante, non solo sotto i riflettori

A vent’anni Tempest Storm era già una superstar: cachet altissimi, spettacoli in moltissime città americane, soprattutto Reno e Las Vegas. Nel 1957 Tempest Storm diventò il suo nome anche legalmente. Era l’epitome di un nuovo burlesque, quello che si dirigeva verso gli anni Sessanta, spostatosi a Ovest, che non aveva più il suo epicentro a New York, ma che inevitabilmente sarebbe stato soppiantato da altre forme di ipersessualità: una fenice morente che brucia al massimo del suo splendore. Rimase la più pagata anche dopo, quando questa forma d’arte conobbe un periodo di declino e, in molti paesi, di oblio. Ci ha sempre tenuto a distinguersi da veterane come Gypsy Rose Lee, si è paragonata piuttosto all’amica Bettie Page, con la quale compare nelle scene dal retrogusto fetish Teasearama di Irving Klaw.

Alla fine degli anni Cinquanta assicurò i suoi seni per un milione di dollari presso la Lloyd Assicurazioni di Londra. Questi e mille altri episodi “originali” erano la sua firma: pubblicità e sensazionalismo.

Ovviamente si affacciò anche al cinema, sogno mai accantonato del tutto, ma potè recitare solo in film di genere, per lo più nel ruolo di se stessa. Tra i più importanti The French Peep Show, di Russ Meyer, Striptease Girl, Roadshow e Shock-O-Rama.

Le furono attribuiti moltissimi amori, anche con uomini importanti, tra cui addirittura Elvis Presley, Sammy Davis Jr. e il Presidente Kennedy. Invece sposò un cantante famosissimo, ultrapagato quanto lei, Herb Jeffries, uno dei più grandi crooner di sempre. La sua Flamingo aveva già venduto oltre 11 milioni di dischi negli anni Quaranta. Inventava stramberie come sua moglie (si dichiarava nero pur essendo bianco, insistendo fino a venir considerato una star black), i due furono molto uniti, lavoravano sei mesi l’anno e nei restanti viaggiavano per il mondo.

Tempest Storm oggi

Tempest Storm è ancora alla ribalta

Nel 1987 Tempest Storm ha scritto un libro autobiografico con l’aiuto di Bill Boyd. Dopo che il suo nome fu inserito nel Exotic World Burlesque Museum Hall of Fame di Helendale, in California, ha deciso di ritirarsi. Era il 1995 e lei aveva settatantasette anni. Ma ancora oggi fa stravolgenti apparizioni in eventi speciali, come guest star simbolo di un’era, come storia vivente, e non manca di consigliare talentuose performer più giovani. Nel 2010 ha preso parte al famoso documentario Behind the Burly Q di Leslie Zemeckis, divenuto presto una sorta di Bibbia per le aspiranti perfomer, e nel 2016 è stato realizzato documentario biografico, Tempest Storm, che la vede protagonista assoluta e che è stato presentato in diversi festival cinematografici.

Un mito vivente, un’icona che sembra inossidabile, ispirazione per tutte coloro che vogliano dedicarsi a un’arte performativa.

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