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Sally Rand: la più scandalosa poesia Burlesque

Capelli biondo naturale, bellissimo sorriso. Un corpo da sogno ed eleganza innata. Sally Rand, per chiunque ami il Burlesque, è un nome scritto nella leggenda. Ancora oggi, chi si approccia all’eterea Fan Dance, deve confrontarsi con lei, che ha dato il suo nome al movimento più tipico, eseguito con grazia sopra la testa. Determinata e affascinante, intelligente e scaltra, ha avuto un successo senza precedenti nel mondo delle piume e dei lustrini.

“Ho avuto successo e sono grata per il mio successo. Ho avuto alcune esperienze che vorrei non aver mai vissuto, ma si potrebbe dire in ogni lavoro. Non posso dire sinceramente che avrei scelto proprio questa strada per trovare la fortuna. Forse avrei desiderato ottenerla in altro modo. Ma ho colto l’opportunità che mi è capitata. Di sicuro sono un’opportunista. Lo ammetto”.

Bisognerà tener ben presente questa dichiarazione di Sally Rand prima di conoscere la sua vita. E solo in seguito si potrà constatare quanto, nonostante tutto, lei abbia portato qualcosa di grande nell’arte del burlesque. Pur non avendone alcuna intenzione. Nata povera e fuggita di casa, Miss Rand era affamata di gloria e fortuna. Era una di quelle giovani che le provano un po’ tutte, pur di diventare famose. Senza troppo curarsi di chi vanno a calpestare. Eppure, oggi, non possiamo negare che sia un’icona. Soprattutto perché, grazie al suo acume, seppe “vendere” benissimo la sua immagine pubblica, finendo sulla bocca di tutti.

Sally Rand: Swan Dance

Sally Rand: Swan Dance

Prima di Sally Rand: dall’infanzia a Billie Beck

Harriet Helen Gould Beck era figlia di una quacchera olandese della Pennsylvania, Nettie Grove, insegnante e corrispondente part time, e del caporale William Beck, un veterano di guerra. Nata in una città sperduta in Missouri, Ozark Mountain di Elkton, il 3 aprile 1904. Quando emise il primo vagito, era il giorno di Pasqua. La famiglia si trasferì a Jackson County con la piccola Harriet; irrequieta, una bambina vivace, le interessavano la danza e lo spettacolo sin da quando era piccina. Per questo, una volta adolescente scappò con un piccolo circo che aveva portato il luna park nella cittadina. Una volta andata via di casa, non ci tornò più. Si guadagnò da vivere “grattando” briciole di fortuna un po’ qui e un po’ lì: modella per artisti, ballerina in un caffè, ragazza di night club. Poi capì che forse era il caso di studiare qualcosa e che il talento è un seme che va coltivato: si formò prima alla Adoplh Bohm Chicago Ballet Company, poi entrò nientemeno che nel Ringling Brothers Circus, come ballerina e acrobata. Nel frattempo aveva anche studiato un po’ di recitazione a Kansas City e, sempre sgomitando, entrò a far parte della compagnia di Gus Edwards prima e in quella di Will Seabury poi, con il nome d’arte Billie Beck. Non valeva molto, quindi studiò ancora. Teatro da camera soprattutto: Ibsen, Checov e altri drammaturghi. Il che la portò a interpretare Sadie Thompson nel dramma Pioggia, di John Colton e Clemence Randolph (un ruolo che al cinema sarà di Joan Crawford), accanto a un allora sconosciuto Humphrey Bogart.

All’inizio degli anni Venti, la compagnia di repertorio Seabury si diresse verso Ovest, ma appena arrivata a Los Angeles si sciolse. Billie si ritrovò disoccupata, ma a Hollywood. Con la solita sfrontata intraprendenza, fece il giro di tutti gli studios. Aveva molta esperienza, ma nel suo curriculum non c’erano né arte né parte. Tutto quello che riuscì a ottenere, grazie al suo passato circense, fu un ruolo in un cortometraggio in cui si tuffava da un trampolino dentro una piccolissima vasca. Alla fine però incontrò un uomo che diede una svolta alla sua vita: Cecil B. DeMille.

Sally Rand con i suoi ventagli

Sally Rand con i suoi ventagli

Il debutto al cinema: nasce Sally Rand

L’incontro con il grande regista fu decisivo: Sally Rand raccontò per il resto della sua carriera che fu proprio lui a darle il nome che l’avrebbe resa celebre. Non è dato sapere se questo corrisponda a verità, ma ci piace pensarlo. La nostra ragazza recitò in numerosi film muti, e quando il cinema divenne “talkie” seppe ancora una volta reinventarsi, inserita com’era. Ma restò sempre un’attrice del muto, perché con i dialoghi non poté nascondere la “zeppola” che smontava tutto il suo fascino angelico. Era tempo di cambiare di nuovo. Sally trovò guadagni sicuri, con il suo splendido corpo, nella exotic dance. Tornò a Chicago, nel 1932, nel cast di uno show chiamato Sweethearts on Parade. Si fece assumere al Paramount Club e fu qui che per la prima volta eseguì una fan dance, spacciandola per sua creazione. È qui che inizia il triste intreccio con la vita e la carriera di Faith Bacon, la vera inventrice della fan dance, con la diatriba che ne conseguì.

 

Sally Rand, la performer della Fan Dance

C’è una data precisa che ha decretato il successo di Sally Rand: 30 maggio 1933. Fu quando portò la sua elegantissima fan dance alla Chicago World’s Fair, ispirata a Lady Godiva, utilizzando due enormi ventagli di piume di struzzo. La sua eleganza innata rese l’act qualcosa di clamoroso. Anche perché suscitò grande scandalo il fatto che ai presenti sembrò che Miss Rand ballasse completamente nuda. In verità indossava una tuta color carne o, a detta di alcuni, uno spesso strato di cerone teatrale su tutto il corpo.

Sally aveva portato qualcosa che nel Burlesque esisteva già in un luogo mainstream, frequentato anche da famiglie. Fuori dal mondo sfavillante e molto più smaliziato di questa arte, suscitò gran clamore, ma d’altro canto divenne subito molto celebre, ben più famosa di Faith Bacon, che al contrario aveva portato avanti sperimentazioni nei più importanti luoghi del Burlesque, Ziegfield Folies comprese. Invece, la scaltra Sally, prese la strada della notorietà. Seppe comunicare benissimo la sua immagine, sfruttando anche l’onda degli arresti e degli scandali. Già alla Century of Progress Exibition, la sua performance suscitò le ire di molti e fu definita “lasciva, oscena e degradante per la pubblica morale”. Arrestata, finì in tribunale. Il giudice fu molto magnanimo: sostenne che non c’era alcun male a mostrare un corpo e archiviò il caso. Ma le polemiche non si fermarono.

Sally Rand seppe sfruttare anche la cattiva pubblicità. Dato che oltre ventidue milioni di visitatori avevano affollato la Chigago World’s Fair, il suo nome circolava sulla bocca di tutti. Lei fu ben lieta di far viaggiare le voci. Si dice che fu arrestata quattro volte lo stesso giorno, una per aver cavalcato nuda per le vie di Chicago, un’altra per aver esposto il suo corpo nascosto solo dal bodypainting eseguito da Max Factor, che aveva appena messo in commercio il suo nuovo make-up.

Sally Rand: Bubble Dance

Sally Rand: Bubble Dance

Sally Rand oltre i ventagli

Sally sfruttò la fan dance per il resto della sua carriera. Ma l’anno successivo, sempre alla World’s Fair, capì che per partecipare aveva bisogno di qualcosa di nuovo. Decise che anche il nuovo act sarebbe stato etereo: doveva ballare dentro una bolla. “Volevo un pallone di sessanta pollici di diametro, che è la mia altezza, fatto di un materiale traslucido o trasparente”. Ma i palloni più grandi a disposizione erano di trenta pollici e avevano un grosso bersaglio rosso stampato. Erano utilizzati dall’esercito. Miss Rand pagò di tasca sua i test e le sperimentazioni per realizzare il suo pallone gigante. Anche questo act riscosse lo stesso successo della fan dance. In seguito, nel 1941, Sally Rand fu persino resa immortale in un cortometraggio animato del grande Tex Avery, Hollywood Steps Out. Del resto, il leggendario animatore era un appassionato di Burlesque.

Dopo Chicago, nel 1934, Sally mise in piedi la sua compagnia: ventiquattro ballerini e sedici showgirl, e iniziò una serie di tour per gli Stati Uniti. Era considerata la più scandalosa icona d’America. Durante la California Pacific Exposition, tenutasi a San Diego nel 1935-1936, alcune persone lanciarono dei sassi sul palco. Rand riportò degli ematomi sotto l’occhio sinistro e sulla coscia sinistra, lesioni e ferite sanguinanti sul volto. Dopo una breve uscita, riapparve sul palco con il ventagli al posto del pallone e portò a termine il suo show. Da quel momento in poi, furono previste delle guardie del corpo durante i suoi spettacoli. Ma a parte i molti detrattori, ormai Sally Rand era considerata una grande star e un tesoro nazionale. Attentissima alla sua immagine pubblica, rilasciava molte interviste e presenziava quasi tutti gli eventi pubblici, comprese le funzioni religiose. Con il suo aspetto etereo, era abilissima a coprire solo il minimo indispensabile e a non incorrere in altri guai con la legge. A Dallas, nel 1936, scese dall’aereo coperta solo dalla sua bolla e da una minuscola toga, in punta dei suoi piccoli piedi nudi, leggiadra e angelica. Tutti la adorarono, la stampa la adulò.

Nel 1939 portò il suo show, il Nude Ranch di Sally Rand, alla Golden Gate Exposition di San Francisco. L’opinione pubblica si scagliò nuovamente contro di lei, ma nessuno poté mai dimostrare se effettivamente fosse nuda dietro i ventagli. Numerosi episodi divertenti si raccontano di quegli anni. Sally sfruttò la fan dance per il resto della sua carriera, facendone il suo marchio di fabbrica, ma di fatto inventando ben poco altro, oltre alla bolla. Partecipò a numerose altre fiere, fuori dai club dove normalmente avvenivano gli show burlesque. Intanto lavorava come modella pin up per le riviste femminili. Spesso le sue foto venivano modificate con vestiti malamente disegnati sopra il suo corpo nudo, prima della pubblicazione.

Sally Rand Tex Avery Max Factor

Sally Rand disegnata da Tex Avery e coperta dal bodypainting di Max Factor

Ormai famosissima e ricca, Sally Rand si prese ogni libertà possibile. Un’osservazione fatta durante un’apparizione radiofonica nel 1950 spinse Al Wagner a presentare una denuncia contro la NBC per “osservazioni diffamatorie”. Un’altra volta apparve davanti a 1.300 matricole a Harvard per tenere una conferenza sui mali del comunismo. Nel 1954 condusse una sua trasmissione televisiva settimanale, in cui dispensava consigli di ogni tipo. Il 12 agosto 1954, a Las Vegas, dopo aver superato i 50 anni, Miss Rand si sposò per la terza volta, con l’appaltatore Fred Lalla, 35 anni. Del resto, lei non dimostrava né tantomeno dichiarava la sua età. Nel 1967, a sessantatré anni, guadagnò ancora un cachet da capogiro con la sua fan dance. Nei primi anni Settanta, sostituì Ann Corio nello show This Was Burlesque. In un’intervista rilasciata per il quarantennale della sua carriera, dichiarò apertamente: “Non mi sono mai ritrovata senza lavoro, da quando mi sono tolta le mutandine”.

Eppure, Sally Rand era sommersa dai debiti quando morì, il 31 agosto 1979 per un infarto. Lo dichiarò suo figlio adottivo durante un’intervista condotta da Sammy Davis Jr. La sua immagine pubblica era ormai talmente consolidata che nessuno lo avrebbe mai sospettato.

Nonostante si tratti di un personaggio controverso, mosso dalla brama di fama più che dalla creazione artistica, il lascito di Sally Rand al Burlesque è senza prezzo. Ha trasceso la forma d’arte stessa donandole autentica poesia, inserendo elementi eterei e sognanti, elevando il corpo femminile a un’immagine angelicata. Grazie a lei, le folle hanno potuto conoscere qualcosa che era relegato in fumosi club e nelle pieghe dell’accettazione morale. La sua fan dance è, ancora oggi, una delle icone che rappresentano il Burlesque con una sola immagine.

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