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Rosita Royce: la signora delle Colombe

Le arti performative fanno parte del mondo dell’effimero. Si consumano nel momento in cui si perfezionano, nulla rimane dopo la loro esecuzione. Spesso solo la eco lontana di quanto un’artista possa essere stata amata. Il burlesque, più di altre forme d’arte, è soggetto all’oblio. Figlio di un’epoca in cui l’audiovisivo era un mezzo nascente, non è stato immortalato in video che possano portare a noi testimonianze integre o veritiere. Alcune star degli anni Trenta sono diventate delle vere e proprie leggende, anche quando le loro vite sono avvolte nel mistero. Come nel caso di Rosita Royce, The Lady of Doves, ancora oggi omaggiata da performer che ricordano il suo leggendario numero con i colombi.

Rosita Royce, The Dove Dancer

La misteriosa vita di Rosita Royce

Le informazioni su Rosita Royce sono davvero poche e non è nemmeno semplice verificarne l’autenticità. Sembra fosse proprio lei, per aggiungere più mistero alla sua eterea figura di star, a non permettere che circolassero troppe voci sulla sua vita privata. Sappiamo che è nata a Lincoln, in Nebrasca, nel 1918, ma il giorno è sconosciuto. Il suo vero nome era Marjorie Rose Lee, ma anche qui altre informazioni gettano un’ombra di dubbio sul cognome, dal momento che suo padre era il Dottor C.M. Corrington, un dentista, e sua madre Bertha aveva preso il nome del marito con il matrimonio. Non sappiamo se sia mai stata sposata, di certo non ha avuto figli ed è deceduta a soli 36 anni, il 24 settembre 1954. La vera causa è sconosciuta.

Jane Briggeman, nel suo libro Burlesque: Legendary Stars of the Stage, racconta le due versioni che ha ricevuto dai membri della The Golden Days of Burlesque Society. Nella prima, ammantata di leggenda, si narra della drammatica uscita di scena dal palcoscenico della vita di Rosita Royce, che una sera, di fronte a migliaia di fan adoranti, lasciò volare le sue colombe in alto. Il vento forte e la forza dei molti pennuti la fecero cadere. Lo spavento fece arrestare il cuore di Rosita e il suo corpo senza vita fu portato via, mentre i colombi si rifiutavano di lasciare il suo costume. Nella seconda versione, si attribuisce la morte della diva a un più plausibile cancro. Sua madre Bertha ha in seguito raccontato qualcosa che sembra coniugare i due racconti. Sembra che durante la Opening Night di un locale nel New French Quarter a Miami, Rosita scivolò su un mozzicone di sigaretta che il patron della serata aveva lasciato cadere sul palcoscenico e si ferì. Era il 7 agosto e la starlette fu immediatamente portata in ospedale. Lì le fu diagnosticato il cancro, purtroppo già a uno stadio avanzato. I medici tentarono di operarla, ma non ci fu nulla da fare: nemmeno due mesi dopo la diva volava in cielo con le sue colombe. I suoi resti sono a Miami, nel Southern Memorial Park.

Rosita Royce, the dove dancer

Rosita Royce: The Dove Dancer

Per capire come Rosita Royce divenne una leggenda, pur non sapendo nulla della sua vita, basterà inserirla nel contesto storico in cui è vissuta. Il momento in cui la sua stella conobbe maggiore fulgore furono gli anni Trenta. L’America usciva legalmente dal Proibizionismo nel 1933, ma la mentalità comune era ancora molto puritana. La produzione di film si era incrementata e le grandi dive come Greta Garbo illuminavano il firmamento di Hollywood. C’era qualcosa che però al cinema non poteva essere mostrato: lo striptease. Ecco perché, mentre sul grande schermo si celebrava la Golden Age, anche il burlesque viveva la sua età dell’oro. Nel 1935 si contavano più di 3.500 performer negli Stati Uniti, ciascuna determinata a non essere una meteora. La competizione e la ricerca dell’originalità erano fortissime. Rosita fu la prima a portare su un palco la Bubble Dance, eseguita con l’ausilio di un pallone gigante. Come nel caso di Faith Bacon con la sua Fan Dance, la sua più grande rivale sulla scena, Sally Rand, le “rubò” questo numero portandolo, grazie alla sua eleganza, alla sua bellezza e alla sua fama superiori, all’attenzione del grande pubblico. Al contrario della sua collega californiana, però, Rosita non ingaggiò battaglia con la Rand, piuttosto pensò a un altro numero, ancora più originale e difficile da eguagliare. Fu così che mise in piedi uno degli act più controversi della sua epoca: The Dance of Doves. Nascondendo dei semi in bocca, e fermandosi in pose molto eleganti secondo le direttive dell’epoca, Rosita premiava i suoi colombi addomesticati dando loro un seme quando facevano la cosa giusta. Il pubblico non potè credere ai propri occhi quando vide per la prima volta le colombe togliere mano a mano parti del suo abito da sera, tirando lacci e sganciando bottoni con il becco, e poi posizionarsi in punti strategici sul corpo della diva. Al posto dei ventagli, lei usava colombe vive! Il numero fu subito molto discusso, ma riscosse un successo clamoroso alla New York’s World Fair del 1939.

Rosita Royce, the dove dancer

Il successo e i problemi con la giustizia

Il numero con le colombe ebbe un successo incredibile attraverso gli anni e conobbe anche diverse varianti. Quando il celebre produttore teatrale la volle per il suo show a Broadway A Night in Venice, i colombi furono sostituiti da piccioni e la routine divenne The pigeons of San Marco. Per introdurre più esotismo, sovente Rosita utilizzò i pappagalli di diverse specie, dai macao ai cocoriti. A metà degli anni Cinquanta diverse performer avevano inserito volatili nelle loro routine. Nel frattempo Rosita Royce aveva preso parte a diversi famosi spettacoli negli anni Quaranta e aveva avuto i suoi bravi problemi con la giustizia. Non era mai stata una bellezza mozzafiato, il suo successo era dovuto all’arguzia e alla creatività. Si racconta che, arrestata per nudità, comparve di fronte al giudice e si difese dicendo che un ladro le aveva rubato il costume prima dell’inizio dello spettacolo e che quindi aveva potuto indossare solo una foglia di fico. Quando il giudice chiese che fine avesse fatto questa foglia, lei con candore ribadì di fronte all’intera corte che il vento l’aveva fatta volare via. Il suo personaggio non la abbandonava mai in pubblico. Nel 1953 il suo nome era a caratteri cubitali sulla locandina del film Striporama, accanto a quello di Lily St. Cyr e di Georgia Sothern. Rosita Royce compare anche nei documentari Striptease: The Greatest Exotic Dancers of All Time (2004) e Sunset Strip (2012). A differenza di molte sue colleghe non tentò mai la carriera cinematografica. O forse lasciò questa terra troppo presto anche per tentare.

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