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Ori O’: la storica dell’acconciatura

Nella creazione di un total look, certamente i capelli hanno un’importanza fondamentale. Specialmente quando ci addentriamo nel mondo del vintage e del wedding, l’acconciatura dei capelli fa davvero la differenza tra chi sta improvvisando e chi fa sul serio.

Ori O’, acconciatrice professionista, è colei che ha fatto di questa sfuggente ma sostanziale differenza il marchio di fabbrica per il suo mestiere. Da anni acconciatrice, make-up artist e insegnante (come si vede sul suo sito), Ori O’ vanta numerosissime collaborazioni e una larga esperienza, tanto nel mondo dello spettacolo quanto in quello dei servizi per il matrimonio.

Noi di Les Folies Retro abbiamo avuto diverse volte il piacere di collaborare con Orietta (questo il suo nome all’anagrafe), sia per acconciature realizzate per i nostri show e servizi fotografici, sia perché Ori O’ è una degli ottimi docenti nei nostri corsi e nei workshop di burlesque.

Per presentarvela, e per lasciare che anche voi possiate godere di un pizzico della sua vasta conoscenza dell’acconciatura storica e vintage, abbiamo fatto questa piacevole chiacchierata.

 

Ori O’, chi è e cosa fa?

Sono una libera professionista, una look maker specializzata in acconciatura, che lavora in vari settori quali la moda, il teatro e spettacolo in genere, e il settore wedding. Tengo anche workshop di vario tipo. La mia prima formazione è stata da parrucchiera. Vengo dalla gavetta e dall’esperienza trasferitami da mia madre che aveva un suo salone. Ho imparato dapprima direttamente sul campo e poi con lei ho frequentato dei corsi, ma l’acconciatura è sempre stata il mio pane quotidiano. In seguito ho anche studiato e approfondito, ma soprattutto da giovane ho respirato quell’aria e metabolizzato.

 

Alla fine però hai scelto di occuparti di un settore molto specifico…

Ho scelto la mia strada, quella più vicina al mio modo di essere, orientata all’aspetto meramente creativo della professione. Perché abbia scelto proprio l’acconciatura è difficile spiegarlo, quando c’è alle spalle non una scelta ragionata, ma la necessità di seguire un istinto, una passione. Già da giovanissima, in negozio, chiedevo di fare acconciature anziché tagli. Quando capisci che questa è la tua vera passione, hai voglia di studiare, di concentrarti, e poi espanderti. Di creare qualcosa di tuo, partendo però dalla storia, dalla tradizione, che è stata poi la mia base.

Ori O' Hair acconciature vintage

Acconciature vintage by Ori O’ Hair. Servizio moda e catalogo Bloody Edith. Photo by Alex Comaschi e Daniela Pellegrini

Infatti la tua peculiarità è la precisione nelle acconciature vintage…

L’acconciatura è qualcosa che è stata codificata a livello tecnico nell’Ottocento e nel Novecento. Le acconciature a quel tempo erano molto strutturate. C’erano ricerca di perfezione e voglia di stupire. Se fossi solo rimasta figlia del mio tempo, se avessi solo risposto a una domanda di stile da parte della clientela degli anni Ottanta e Novanta, sarei rimasta su cose destrutturate e “spettinate”.

 

Come mai da quegli anni l’acconciatura si è andata sempre semplificando?

L’acconciatura si può anche leggere come qualcosa di sociologico, legato allo stile di vita che la donna conduce. Negli anni ‘80 e ‘90 la donna era sempre più impegnata, c’era la donna manager, e quindi anche per i capelli si cercava qualcosa di sempre più veloce. Mentre negli anni ’50 e ‘60 si investiva molto più tempo nella cura dell’estetica. Per me quegli anni sono stati riferimenti importanti per comprendere le tecniche.

 

Come hai iniziato ad acconciare in stile vintage?

Per me era una fonte di studio e di ispirazione, ma anche di gioco. Mi divertivo a capire attraverso i film, per esempio. La curiosità aumentava, e quindi ho voluto contestualizzare ciò che imparavo ai corsi. Mi sono appassionata a film d’epoca e film in costume, che potevano offrirmi uno spunto e uno stimolo in più.

Ori O' Hair per il cinema

Ori O’ Hair per il cinema. Da destra a sinistra: “Echo Hotel” progetto cinematografico di Marco Marchionni e Menotti, Chiara Mastalli per Maxim – photo by Tania Alineri, “Madame & Monsieur” – cortometraggio, scritto e diretto da Eleonora Albrecht

Al mondo del cinema, e dello spettacolo in genere, sei tornata come professionista…

Questa passione mi ha portato a lavorare alle acconciature di cortometraggi e progetti cinematografici. Spesso vengo chiamata per acconciare attrici per servizi fotografici per importanti riviste. Ho svolto dei lavori per il Teatro dell’Opera di Roma, anche su parrucche e cappelli, qualcosa di veramente suggestivo, soprattutto perché ho dovuto studiare acconciature d’epoca estremamente elaborate, degli autentici capolavori che dovevamo riprodurre.

 

Un altro settore in cui sei molto richiesta è quello dei matrimoni.

Quello del matrimonio, oggi, è il settore in cui è più facile avere la possibilità di realizzare acconciature in modo creativo. La sposa chiede in quel giorno di avere capelli perfetti e un’acconciatura che non usa tutti i giorni. La donna moderna, nel quotidiano, ha i capelli poco acconciati, ma il matrimonio è un giorno speciale, e ci si vuole vedere speciali.

 

Cosa ti chiedono maggiormente le spose oggi?

Mi chiedono di non essere eccessivamente stravolte, il che è una sfida, poiché contrasta con quanto ho appena detto. Si cerca allora di creare qualcosa di ricercato, che però, non essendo mai standardizzato, risponde alle esigenze della sposa.

Ori O' Hair: acconciature sposa

Acconciature sposa by Ori O’ Hair: servizi moda pubblicati da Sposa moderna, photo by Tania Alineri

Tu su cosa ti basi per realizzare l’acconciatura di una sposa?

Cerco sempre di capire empaticamente il mood della cerimonia, i gusti della persona, e anche il suo modo di essere nel quotidiano. Da lì cerco di trovare una soluzione che possa essere ricercata, sofisticata, ma allo stesso tempo che riesca a far sentire la persona a proprio agio. Non vanno più di moda cose estremamente laccate o rigide, ma volumi leggeri e morbidi, delle forme ondulate e soffici.

 

Ti è capitato di acconciare per matrimoni a tema?

Sì, soprattutto a tema vintage, ma c’è da fare una premessa. Anche nelle acconciature che vediamo oggi sui red carpet possiamo trovare un rimando a certe epoche. Il vintage c’è, anche se non si tratta di fedeli riproduzioni, semmai più di suggestioni. Un tocco, una voglia di glamour che solo da quegli anni può trovare spunto, poiché erano gli anni delle dive, della ricerca della raffinatezza, della femminilità e dello stile. L’acconciatura moderna è un compendio di forme che arrivano dal passato, più definite, e di dettagli più moderni, quindi più morbidi e ariosi. Mi ritrovo il vintage tra le mani anche quando propongo qualcosa a chi non lo ha richiesto: dà il valore aggiunto a qualsiasi acconciatura, se dosato nella misura giusta.

Quando però c’è una richiesta molto precisa, c’è la necessità di essere anche più precisi. Il riferimento è quello a un’epoca specifica, e lì c’è una riproduzione il più possibile fedele. Capita spesso che mi chiedano i victory rolls degli anni ‘40, o le onde degli anni ‘30.

 

I victory rolls delle pin up? Spesso si associano agli anni ’50, vuoi precisare?

È piuttosto erroneo considerare le pin up e i victory rolls appartenenti agli anni ’50: le pin up esistono da molto prima e i victory rolls sono esplosi durante la Seconda Guerra Mondiale. Erano un’acconciatura gioiosa per festeggiare negli Stati Uniti la vittoria della Seconda Guerra Mondiale, sono spuntati fuori, in mille fogge e fantasie, nel 1945, con qualche anticipazione negli anni subito precedenti. Negli anni ‘50 i capelli in realtà si accorciano, si tagliano. Prendi Marilyn Monroe, per esempio. C’era qualcuno che portava i capelli lunghi, come Grace Kelly, ma non lunghi e fluenti come Rita Hayworth nei ‘40. Le onde vengono sostituite da ricci morbidi e le acconciature dalle messe in piega. Lo stile di vita cambia e la donna vuole andare a lavorare, non lo fa più per obbligo. Il taglio più corto dava un senso di leggerezza, di riscatto, di voglia di divertirsi.

 

Hai parlato di onde anni ’30, ma anche negli anni ’20 erano in voga le onde…

Le onde sono state inventate da un parrucchiere che si chiamava Marcel Grateau, a Parigi, nella seconda metà dell’800. Presero il nome di Marcel Waves. Di onde si parla già molto prima degli anni ‘20. Ne esistono di vari tipi: le Marcel Waves si fanno con il ferro caldo e sono più morbide e tridimensionali. Le troviamo anche nelle acconciature della Belle Époque. Poi si sono evolute, sono cambiate. Negli anni ‘20 fino ai primi ‘30, venivano realizzate con le dita, e infatti presero il nome di Finger Waves. Si realizzano con i capelli bagnati e con il pettine, sono molto più bidimensionali poiché sono attaccate alla testa. Trovi un riferimento nel recente adattamente de Il Grande Gatsby. Negli anni ‘30 pieni c’è di nuovo un cambiamento: la testa diventa più gonfia e vaporosa. Le onde si fanno con i becchi e di nuovo con il ferro. Basti vedere la serie di Agatha Cristie e Poirot per averne un’idea. Nei ‘40 tutto diventa estremamente morbido e sinuoso: le onde si fanno con la spazzola e i bigodini, si cerca il volume. Rita Hayworth è ancora una volta l’esempio di questo look.

Ori O' Hair per Les Folies Retro: Old Style Wedding

Ori O’ Hair per Les Folies Retro: Old Style Wedding – Photo by Aldo Feroce

Se devi scegliere un’epoca per acconciare una donna, come fai a capire qual è quella giusta?

Per prima cosa osservo un po’ il suo viso, mi lascio ispirare dai suoi tratti somatici. Cerco anche qualcosa nella sua personalità, che la avvicina a un’epoca piuttosto che a un’altra. Con una bella chiacchierata, cerco di capire quali dettagli ama, quali sono i suoi interessi. Anche la lunghezza e il tipo di capello vanno tenuti assolutamente in considerazione.

 

E alle ragazze che, come spesso capita oggi, voglio adottare un look vintage, cosa consiglieresti per fare la differenza?

Studiate, lasciatevi affascinare a coinvolgere, da vecchi film, che sono sicuramente un riferimento importante. Internet è un’ottima fonte, ma può essere fuorviante nel mare magnum delle informazioni che si trovano. Il rischio è di mettere insieme cose che non dovrebbero coesistere, ed eccedere, diventare caricaturali. Però con un po’ di volontà in più, si riesce a trovare tanto. Ci si deve appassionare, approfondire e ricercare il dettaglio.

 

Ori O’ è anche su Facebook. A questo link trovi la sua pagina ufficiale, con molte altre foto e spunti.

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