Contatti: +39.328 90 44 608 | info@lesfoliesretro.com

Make-up anni Trenta: come realizzarlo

Quando si parla di make-up anni Trenta, si pensa subito alle grandi dive e alla Golden Age di Hollywood. Le icone femminili di quel periodo sono indiscutibili, sono dive che resteranno indelebili nell’immaginario mondiale. Greta Garbo e Marlene Dietrich, dal look algido e le passioni forti che vengono rivelate solo attraverso uno sguardo intensissimo. Ma accanto a loro, anche bellezze più rassicuranti, come Ginger Rogers e Vivian Leigh, o rappresentanti di una classe sofisticata, come Jean Harlow e Myrna Loy. Anche nei loro casi, sopra gli smaglianti sorrisi o il broncio da bambina, erano gli occhi a troneggiare, a sedurre, a dire tutto ciò che a una donna non era consentito.
Per capire il magnetismo di questi sguardi, bisogna pensare alla “casa” di queste star: il grande schermo. Negli anni Trenta il cinema passa definitivamente al sonoro, la pantomima non esiste più, e lo star system richiede personaggi più realistici, dai movimenti e le espressioni meno teatrali e caricate. La macchina da presa si avvicina ai volti degli attori, poiché ora parlano e non mimano, la gestualità viene considerevolmente ridotta. Le luci, che negli anni Venti erano fredde, pesanti e cadevano dall’alto verso il basso, cambiano direzione e si scaldano. Posizionate in modo da illuminare orizzontalmente il viso, assumono tonalità più calde e dorate. Il make-up ha sempre aiutato (e contemporaneamente sfruttato) l’effetto delle luci. Quindi, se negli anni Venti i toni scuri sugli occhi e delle linee verso il basso servivano ad aggiungere drammaticità, ora anche il trucco deve illuminare lo sguardo, far sì che si “apra” verso il pubblico, regalando un effetto elegante, ma più realistico.

Il make-up anni Trenta: le grandi dive

Ginger Rogers, Bette Davis, Marlene Dietrich e Greta Garbo

Come realizzare il make-up anni Trenta

Le epoche passate tornano di moda e oggi, dopo una certa attenzione ai Roaring Twenties, la moda sta puntando sull’eleganza degli anni Trenta. Come però spesso accade, per riprodurre un trucco vintage, si può cadere in errore. Per questo abbiamo chiesto una consulenza a chi di vintage make-up se ne intende: le make-up artist di INGLOT Italy. “La corrispondenza tra il make-up anni Trenta e la frontalità delle luci, la luminosità data al volto e la presenza di inquadrature-ritratto nel cinema è vera. Basta guardare al cambiamento e alle caratteristiche del make-up di quel periodo”, afferma Alice Onori, make-up artist presso INGLOT, nonché docente di trucco d’epoca per i corsi di Les Folies Retro.
“Il make-up anni Trenta è caratterizzato dalla forma peculiare delle sopracciglia che diventano molto sottili e arcuate. In alcuni casi, si depilavano completamente o parzialmente e venivano ridisegnate. Il trucco degli occhi si alleggerisce molto: si utilizzano oltre ai toni del marrone, quelli del rosa e dell’azzurro, in molti casi arricchiti da un leggero effetto shimmer. La leggerezza del trucco della palpebra porta a marcare la rima ciliare con un eyeliner sottile e le ciglia con un evidente mascara. Tutti questi elementi portano certamente a concentrare l’attenzione sullo sguardo, che diventa più aperto e luminoso, con un evidente contrasto con il make-up degli anni precedenti”.

Il Make-up anni Trenta: le dive

Myrna Loy e Jean Harlow

Un bel sorriso per la stampa…

Come al cinema, anche le fotografie delle dive cambiano molto. La femme fatale non viene più ritratta con stole di ermellino ed espressioni dense di passionaria sofferenza. Si esce dalla crisi del ’29, ma d’altro canto si assiste all’esplosione del divismo. Nel 1933 il settimanale Variety diventa quotidiano, pertanto c’è molta più richiesta di ritratti delle star. E a nessun giornalista si nega mai un sorriso…
“Anche le labbra cambiano molto rispetto agli anni Venti”, continuano le make-up artist di INGLOT. “Si passa infatti da una forma piccola, quasi a cuore, a un disegno sviluppato in orizzontale, che nella parte superiore esce leggermente fuori dalla linea reale della bocca. L’effetto è di labbra più carnose ed evidenti, sottolineate da colori come il rosso scuro, raspberry e marrone”.
Tutti abbiamo ben chiaro in mente il volto della Dietrich o il letale fascino della Garbo. I loro zigomi ben pronunciati, accentuali dal blush. Quindi ci chiediamo se il contouring non sia nato proprio in quegli anni…
“Il contouring non si praticava ovviamente nel modo in cui si intende oggi”, ci spiegano le make-up artist. “Tuttavia è evidente una volontà di scolpire il viso attraverso il blush, che veniva applicato prima in crema e poi fissato con la polvere. Il passaggio evidente che si nota rispetto agli anni precedenti è da quello che va da una posizione centrale del colore e molto alta sulle gote, a una più laterale e molto più estesa, che evidenzia maggiormente lo zigomo”.
E ora che abbiamo ben chiara la teoria, godiamoci un bel tutorial d’epoca per mettere tutto questo in pratica e avere un look da vera diva della Golden Age.

Leave a Reply