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Louis Prima: la leggenda dello swing italoamericano

Circa venti anni fa, mi trovavo in Inghilterra durante l’estate, in un paesino a nord di Londra, nel Bedfordshire.

Con alcuni amici in un pub conosciamo un gruppo di ragazze:

“Italian? –mi fa una di loro– my dad loves Italian music, the opera, Pavarotti!”

“ I don’t know much about opera” risposi io.

“My dad also likes an Italian swing singer from the 50’s, Louis Prima “

“Louis who? Prima? Italian swing singer, probably Renato Carosone, or Fred Buscaglione!”

“Louis Prima – ripeteva lei – He was Italian! Don’t you know him?”

No, non sapevo chi fosse, ed io ero gia allora appassionato di musica anni 50. Nessuno dei miei amici lo conosceva, e qualche giorno dopo lo domandai a mio padre per telefono, lui che negli anni 50 è cresciuto. “Mai sentito nominare – disse – eppure io i cantanti di quegli anni li conosco tutti, ma sei sicuro che sia Italiano?”. Quindi l’autore di Just a Gigolo, Sing Sing Sing, Angelina, uno degli inventori del Jive, modello di riferimento di tutte le band del revival swing, ebbene questo signore in Italia era un illustre sconosciuto, e in gran parte lo è ancora.

Louis Prima

Da New Orleans a New York: l’inizio di Louis Prima

Louis Prima è, in effetti, italoamericano, perché nasce a New Orleans, in Louisiana, il 7 dicembre 1910 da genitori siciliani, secondo di quattro figli. La madre Angelina amava la musica, e volle che tutti i figli imparassero a suonare uno strumento. Louis iniziò con il violino, andava a lezione dai preti della sua parrocchia, ma New Orleans è la patria del jazz, e ben presto ebbe la possibilità di vedere all’opera i musicisti jazz di colore, come Louis Armstrong. Lasciato il violino, passò alla cornetta e poi alla tromba. Cominciò a suonare nei locali del French Quarter di New Orleans con altri italoamericani, principalmente ragtime, swing, traditional jazz. Con la grande depressione del ‘29, molti musicisti del sud emigrarono al nord, Chicago, New York. Anche Louis arriva nella Grande Mela all’inizio degli anni Trenta, mette insieme una band che chiama The New Orleans Gang e comincia a suonare nei più noti jazz club di Manhattan. In quegli anni firma il primo contratto discografico con l’etichetta Brunswick, e registra una serie di canzoni, That’s Where the South Begins, Long About Midnight, Jamaica Shout, The Lady in Red ma soprattutto Sing Sing Sing, che divenne un grande successo con l’orchestra di Benny Goodman.

 

Italoamericana: la cifra stilistica di Louis Prima

Arriva l’era delle big band e Louis si sposta in California, dove operano tutte le grandi orchestre come quelle di Duke Ellington, Glenn Miller, Cab Calloway: ma questa formula per lui non funziona, troppo dipersiva, la sua natura di istrione e commediante ne risente. Louis è un animale da palcoscenico, ha bisogno di tutta l’attenzione del pubblico su di sé. Ritorna a New York negli anni Quaranta e lì ha il colpo di genio: si ricorda delle canzoni napoletane e siciliane che suo padre gli cantava da bambino, come Ohi Mari’ e C’è la luna in mezzo o’ mare, le riarrangia inserendo jazz, swing, boogie woogie. Mescola i dialetti italiani con l’inglese, scrive altri pezzi originali con la stessa formula, Angelina, Please No Squeeza Da Banana, Felicia No Capicia. Il successo è travolgente: al famoso Strand Theatre di New York suona per sei settimane di fila, incassando mezzo milone di dollari. Gira in tour per tutti gli Sati Uniti, registrando sold out in ogni città. A un concerto a Detroit è presente Eleanor Roosevelt, che lo invita a suonare alla Casa Bianca per il compleanno del Presidente Franklin D. Roosevelt.

Louis Prima

Louis Prima fa fortuna in Vegas

All’inizio degli anni 50 si sposta a Las Vegas, dove forma una nuova band con la cantante Keely Smith, che poi diverrà sua moglie, e il sassofonista Sam Butera, altro italoamericano di New Orleans. La città dei casinò è il suo posto ideale, i suoi spettacoli di musica e cabaret sono perfetti per il pubblico dei grandi hotel di Vegas. Comincia al Sahara Hotel, ma poi passa al celeberrimo Desert Inn, dove ha un contratto in esclusiva della durata di cinque anni, per tre milioni di dollari. Nel 1955 firma con la Capitol Records, con la quale incide i suoi due dischi più famosi, The Wildest e The Call of The Wildest: il primo contiene quello che forse è il suo brano più conosciuto, Just a Gigolo. Nel 1961, invitato da Frank Sinatra, ritorna alla Casa Bianca: i due Italians cantano Old Black Magic per il presidente John Fitgerald Kennedy. Nel 1967 Walt Disney lo chiama per dare la voce a King Louie, l’orango protagonista del cartoon Il Libro della Giungla. La canzone I Wanna Be Like You, che Louis canta nel film, divenne un successo planetario che continua ancora oggi.

 

La fine, l’oblio e la risalita con il neo swing

Negli anni Settanta rallenta la sua attività a causa di crescenti problemi di salute. Accusa una serie di infarti che lo costringono all’immobilità, e infine muore a New Orleans nel 1978. Louis Prima viene dimenticato, le sue canzoni italoamericane cadono nell’oblio, fino a quando nel 1985 David Lee Roth, cantante del gruppo metal Van Halen, riprende Just a Gigolo e la riporta al successo mondiale. Il revival dello swing sta per arrivare, e negli anni 90 molti gruppi del movimento “neo swing” riprendono le canzoni di Louis Prima.

Nel 1998, poco tempo dopo il mio incontro con la ragazza nel pub, il celeberrimo spot televisivo della GAP “Khaki Swing”, riporta definitivamente in auge un ballo e una musica del passato tornati di gran moda. Il ballo era il Lindy Hop, la canzone era Jump and Jive, del grande Louis Prima.

Il grande cantautore riposa al Metairie Cemetery a New Orleans. Sulla lapide, vicino al suo nome, c’è scritto: “When the end comes, I know, they’ll say ‘just a gigolo’ as life goes on without me…”

 

Marino Marolini

 

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