Contatti: +39.328 90 44 608 | info@lesfoliesretro.com

Lili St. Cyr, the Anatomic Bomb!

Vi abbiamo stuzzicato con la prima biografia dedicata a Blaze Starr, ma anche noi ci abbiamo preso gusto. Facendo qualche ricerca in rete, ci siamo resi conto che esistono pochissime bio in italiano sulle icone indelebili e le star che compongono il firmamento del Burlesque e del mondo vintage in generale. Ecco perché abbiamo deciso di continuare, periodicamente, a redigere qualche biografia. Lo facciamo per noi, ma anche per voi, sperando di farvi cosa gradita e di contribuire, nel nostro piccolo, a mantenere viva la storia dello scintillante mondo che tanto amiamo.

Raccontarvi in una sola pagina chi è stata Lili St. Cyr e cosa rappresenta ancora oggi non è impresa semplice. Basti pensare che, insieme a Gypsy Rose Lee e Ann Corio, Lili St. Cyr va a comporre quella che è una sorta di “Trinità del Burlesque”. Dive e divine assolute, semi-dee per l’appunto, per chiunque ami questa forma d’arte in continuo divenire, ma che pure torna inevitabilmente a confrontarsi con loro, le vere pioniere.

 

Lili St. Cyr: più che una biografia, una favola

Come in ogni favola, sarà bene iniziare dal principio: la nostra splendida regina del Burlesque nacque il 3 giugno 1918, a Minneapolis, Minnesota. Il suo vero nome è incerto: per alcuni è Marie Francis, per altri Willis Marie, Van Schaack. Suo padre, Edward Van Shaack, fu arruolato poco dopo la sua nascita e fu assente per gran parte della vita di sua figlia. Cresciuta da sua madre e dal secondo marito di lei, Lili aveva anche una sorella, Rosemary, che dopo aver sposato uno dei Minsky divenne performer burlesque a sua volta, senza però mai raggiungere la stessa notorietà.

In cerca di fortuna, molto presto Marie (o Willis Marie) si trasferì a Pasadena con la famiglia e, mentre studiava danza, si manteneva facendo la cameriera. Fino al giorno in cui divenne ballerina di fila al Florentine Garden e sposò (a diciassette anni) il caposala del locale Howard Hubert. Il matrimonio durò solo pochi mesi.

 

Lili St. Cyr e il gossip: ben sei matrimoni!

La finezza dei numeri di Lili St. Cyr fu raramente contestata (sebbene quelle rare volte fossero state particolarmente aspre), eppure lei finì molto spesso a riempire le pagine dei tabloid degli anni ’40 e ’50 a causa della sua turbolenta vita amorosa. Lili si sposò e divorziò per ben sei volte. Dopo Hubert fu la volta del motociclista Corydon C. Milne. In seguito i suoi legami furono più “altolocati”: l’attore Paul Valentine, il noto ristoratore Armando Orsini, l’attore e stuntman Ted Jordan e il tecnico degli effetti speciali Joe Zomar. Tra gli altri affair, lei vantava anche love story nientemeno che con Victor Mature e con Orson Welles. Ted Jordan, in una biografia sensazionalistica dal titolo Norma Jean: My Secret Life with Marilyn Monroe, le attribuisce una storia omosessuale con la Monroe. I biografi ufficiali di Marilyn smentirono con forza i suoi racconti, specificando che “Marilyn ha modellato se stessa in larga misura su Lili St. Cyr: il suo modo di vestire, di parlare, di muoversi. Norma Jean era una ragazzotta di provincia dai capelli scuri e la voce stridente e acuta, e fu da Lili St. Cyr che imparò come diventare una dea del sesso” (traduzione nostra da un’intervista su Newsday a Liza Dawson, biografa di Marilyn Monroe).

Lili St. Cyr in alcuni dei suoi più celebri act

Lili St. Cyr in alcuni dei suoi più celebri act

Dalla fila alla ribalta: nascita di Lili St. Cyr

Torniamo al Florentine Garden, dove le lunghe gambe di Marie zampettano ogni sera, e lei supplica il proprietario del locale di lasciarle eseguire un à solo. Dopo averlo sfinito, riesce a mettere in piedi un numero auto-coreografato, e con esso a ottenere una piccola parte in uno show di San Francisco, al club Music Box. Lavorando lì, Marie si rende conto che le ballerine di fila guadagnano una miseria: sono le soubrette che portano a casa i soldi! La condizione? Le soubrette si spogliano. Non ci vuole molto a convincere il producer Ivan Fehnova a farla tentare: il suo fisico statuario avrebbe avuto sicuramente successo.

Invece non fu così: convinto della sua avvenenza, Fehnova la mandò in scena senza aver mai visto il suo numero, che fu un completo disastro. Anziché licenziarla, però, riconobbe la sua negligenza e la aiutò a preparare un nuovo act, sotto la sua supervisione. The Flying G divenne il marchio distintivo della diva: alla fine del suo numero, un amo gettato da un responsabile di palco, si agganciava al suo perizoma e lo strappava via, lasciandole una frazione di secondo per coprirsi.

Lili St. Cyr però non mostrò mai un nudo integrale, come altre sue colleghe nel locale. Per tutta la sua carriera, i suoi act si distinsero per l’eleganza e la classe. Fu in occasione del debutto di “The Flying G” che Marie cambiò il suo nome in Lili Fehnova, in onore del suo primo mentore. In seguito divenne prima Lili LaRue e poi Lili LaBang. Intorno al 1940, cercando di richiamare l’aristocrazia militare francese, adottò il patronimico St. Cyr. Anche la sua autobiografia, “Ma Vie de Stripteaseuse”, fu scritta in francese, ed edita per la prima volta nel 1982.

 

Dalla Vergine Cinese alla Dea della Giungla: la carriera di Lili St. Cyr

Bellissima, elegante, ma con una carica sensuale che le fece meritare il soprannome di “Anatomic Bomb”, Lili St. Cyr si è sempre distinta innanzitutto per la ricchezza dei suoi costumi e degli oggetti di scena. Famosa per la vasca da bagno, vantava nel suo repertorio anche un complesso sistema di scenografie che comprendeva specchi, divani, letti e vari elementi di mobilio. Senza menzionare i numeri più esotici. Indelebile è Jungle Goddess, in cui finge un accoppiamento con un enorme, bellissimo, coloratissimo pappagallo.

Innumerevoli sono i suoi leggendari act: “The Wolf Woman”, “Afternoon of a Faun”, “The Ballet Dancer”, “In a Persian Harem”, “The Chinese Virgin”, “Suicide”, “Dorina Grey”, senza contare personaggi più classici come la Sposa, Salomè, il Capo Indiano, Cleopatra, il Cigno, e molto altro.

Nel 1944 Lili si trasferì a Montreal, con un ingaggio fisso alla Gayety Theatre Burlesque House, e fu lì che conobbe la vera fama. Dichiarata dalla stampa locale “la persona più famosa di Montreal”, fu infine accusata dai cattolici di “Far puzzare il teatro di frenesia sessuale”. Arrestata per “comportamento immorale, osceno e indecente”, fu infine assolta, ma il Gayety Theatre venne chiuso, costringendola a trasferirsi nuovamente.

 

Las Vegas, Hollywood e la giustizia

Non avere più un teatro “di base” dove esibirsi non fu un problema per Lili. Ormai guadaganva anche 7000 dollari a settimana e i teatri di Las Vegas e di Hollywood si contendevano i suoi show. Tra le schiere dei suoi fan dichiarati c’erano persino Humphrey Bogart e Ronald Reagan, allora ancora attore. Nel 1946 si stabilisce a Las Vegas e lì trova un altro “quartier generale”, El Rancho; il milionario decoratore d’interni Tom Douglas inizia una collaborazione duratura con lei per le scenografie degli act. Come prima cosa, realizza una vasca da bagno trasparente per il suo show più elaborato e richiesto e la fa sostituire alla precedente, più classica.

A Beverly Hills, qualche anno dopo, proprio questo numero viene denunciato da un cliente del Ciro’s. Lili venne arrestata e la sua difesa fu tutta basata sul fatto che il suo show fosse di estrema classe e che pertanto non conteneva volgarità. La leggenda vuole che lei abbia eseguito la sua performance davanti al giudice, in realtà la giuria deliberò per un’ora e diciotto minuti, per poi scagionarla. Innumerevoli furono le denunce simili, ma la divina fu sempre dichiarata innocente.

La carriera cinematografica era il passo successivo per Lili St. Cyr: prese parte a innumerevoli film, ma la sua stella non brillò mai come lei aveva sperato. Oggi, nel mondo del cinema, l’apparizione più significativa è quella del suo nome in una canzone del Rocky Horror Picture Show, quel “God bless Lili St. Cyr” pronunciato da un’estatica Susan Sarandon. Il film più famoso di St. Cyr è senza dubbio Il figlio di Sinbad, 1955, di Ted Tedzlaff, nel quale fu fortemente voluta dal leggendario produttore Howard Hughes. Lili interpreta Nerissa, il gioiello femminile più prezioso in un harem di Baghdad (guarda il video). Definito dalla critica “uno spasso per i guardoni”, il film fu aspramente condannato dalla Catholic Legion of Decency. Dopo qualche altro titolo minore, tra cui Il nudo e il morto, in cui interpretava una stripper, St. Cyr comparve come se stessa in un paio di piccole pellicole. Le sue routine fanno parte dei film di Irvin Klaw Varietease e Teaserama.

Riscosse molta più fortuna come modella pin-up: il celeberrimo Bruno Bernard, meglio conosciuto come Bruno of Hollywood, la immortalò in immagini iconiche, tutt’ora considerate autentici capolavori del genere.

Lili St. Cyr fotografata da Bruno Bernard

Lili St. Cyr fotografata da Bruno Bernard

Finisce sempre con della splendida lingerie: gli ultimi anni di Lili St. Cyr

L’ultima esibizione di Lili St. Cyr resta negli annali quando lei aveva cinquantatré anni. Era ancora bellissima e avrebbe potuto restare sulla scena qualche altro anno, ma erano giunti i Settanta, con la loro rivoluzione lisergica e sessuale. A Hollywood, dove ormai Lili si era stabilita, l’industria del porno raggiungeva picchi milionari che mai più si sarebbero ripetuti, Nuove leggende del sesso, come John Holmes, riempivano le copertine delle riviste. I locali di strip tease erano diventati pieni di ragazze che si esibivano completamente nude, senza alcuna suspence, per pochi spiccioli. L’amore libero era la nuova bandiera. La raffinata Lili non poteva muoversi a suo agio in un ambiente come quello, così si ritirò.

La sua fortuna era stata in larga parte spesa, la sua famiglia (che mai aveva approvato il suo stile di vita) era assente dalla sua vita da tempo. Sola e non più ricca, Lili non si perse d’animo e iniziò a produrre una linea di lingerie, The Undie World of Lili St. Cyr, dedicata a chi aveva bisogno di biancheria per il mestiere di performer, ma anche alle donne comuni. Il catalogo mostrava ogni singolo capo indossato da lei, con minuziose descrizioni delle stoffe e dei materiali. Cassandra Patterson, l’attrice televisiva che divenne famosa come Elvira, dichiarava che il suo prominente seno veniva esaltato dal fatto che indossava reggiseni della linea St. Cyr.

Lili St. Cyr morì a Hollywood, il 29 gennaio 1999, sotto il suo vero nome, circondata dai suoi gatti. Vere e proprie legioni di modelle, attrici, pin-up, performer si ispirano ancora oggi alle sue foto e ai suoi act.

Leave a Reply