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Lalla Hop: intervista alla vintage DJette

Il suo nome è ormai sinonimo di divertimento musicale in chiave vintage. Il suo stile inconfondibile regala agli appassionati momenti di puro entertainment, e contemporaneamente riesce a coinvolgere sempre nuovi accoliti. Lalla Hop, la vintage djette più famosa in Italia ha risposto alle nostro domande più impertinenti, sempre con il sorriso che la contraddistingue…

Lalla Hop, presentati a chi ancora non ti conosce.

Sono semplicemente un’appassionata della musica, dei balli e della cultura dell’America degli anni ‘40 e ‘50 che qualche anno fa ha avuto la possibilità di trasformare questa passione in un lavoro a tempo pieno.

Come e quando hai iniziato a lavorare come dj di stampo vintage? E quando hai deciso che sarebbe stato il lavoro della tua vita?

Anzitutto il termine dj non è esatto poiché io sono esclusivamente una selezionatrice di musica. Tutto iniziò nel 2008, quando decisi di fermarmi a vivere stabilmente a Roma e mi accorsi che nella capitale le occasioni per ballare erano pressoché nulle… All’epoca esistevano già diverse band, ma purtroppo i locali in cui si esibivano non erano idonei al ballo. Soprattutto però mancava la materia prima: non c’erano i ballerini! Quei pochi si contavano sulle dita di due mani, tra cui il pioniere Eddy Ceccarelli, che aprì il corso di lindy hop nel lontano 1998, un vero e proprio alieno!

Ballare era per me parte integrante di questa passione e non potevo farne a meno… Mi sembrava un’assurdità dover fare centinaia di chilometri e raggiungere Senigallia, Ancona, Forlì, ecc. per andare a divertirmi… Mi dicevo: ma io vivo a Roma, la capitale! Al che giurai a me stessa che le cose sarebbero cambiate, a costo di mettere musica io, di dover organizzare e di insegnare a ballare!

Ma con molta sincerità, posso dirvi che mai avrei pensato che il tutto si sarebbe tramutato in un lavoro vero e proprio! L’interesse e il successo delle mie serate crescevano esponenzialmente giorno dopo giorno, grazie anche all’importante supporto del MiccaClub, e quindi giunse il momento di prendere una decisione, lasciare il mio solido e caro posto fisso per diventare Lalla Hop a tempo pieno!

Quando hai iniziato tu non c’era tutta questa attenzione al mondo vintage, alla musica swing e alle sonorità del passato. Ora il panorama è cambiato. Quanto questo ti piace e quanto, realisticamente, crea difficoltà, forse un po’ di omologazione o addirittura emulazione?

È naturale che le cose si evolvano, anzi è positivo! Si hanno molte più possibilità di creare cose sempre più belle, ma come tutti i percorsi, questo non è stato assolutamente facile, poiché nessuno, io in primis, sapeva cosa sarebbe successo… A pieno titolo era stata introdotta una novità nel panorama dell’intrattenimento e della vita notturna della città di Roma, e ogni nuovo tassello era un enorme dubbio: Piacerà? Quindi si andava avanti per tentativi e per qualche anno siamo stati in una situazione un po’ troppo caotica dovuta alle diverse sovrapposizioni di serate e di nuove organizzazioni. Ma devo dire che con il tempo si è creata una logica nel produrre gli eventi al fine dell’esito positivo di ogni cosa: ci si rispetta e c’è lavoro per tutti!

Quando lasci la consolle, diventi anche una swing dancer niente male…

È più forte di me, non so resistere!

Lalla Hop

Questa estate, come anche le precedenti, vede un proliferare dei festival a tema: a quali parteciperai o hai già preso parte?

L’estate è per me un periodo meraviglioso, mi dà modo di viaggiare e di vivere i maggiori festival italiani, dove oltre ad avere l’onore di partecipare, posso rivedere tantissimi amici, conoscere nuove persone e collaborare con artisti e colleghi che ogni volta mi lasciano un bellissimo ricordo!

Torno a casa ricaricata e con tante nuove idee!

Dal 2009 ho collaborato con la maggior parte dei festival nazionali nel settore dello swing, del rock ‘n’ roll e del rockabilly, dal nord al sud Italia, isole comprese! Sono tanti, non posso elencarli tutti qui.

Cosa significa per te prendere parte a uno di questi festival? E perché è importante che ci siano?

Per i motivi che ho detto prima: è un’esperienza personale, ogni festival mi arricchisce di emozioni, collaborazioni e mi fa conoscere tanti artisti. Prendere parte a un festival è un consiglio che non smetterò mai di dare! Un festival è un po’ come andare in vacanza mantenendo le abitudini e le passioni, rincontrando amici lontani e conoscendone di nuovi e si riporta a casa un’esperienza unica!

Non ti limiti a selezionare la musica: il tuo è un total look e si può dire che gran parte della tua vita ruoti intorno al vintage, soprattutto anni ’50. È una cosa che ti è venuta naturalmente facendo questo lavoro? Sei un po’ una testimonial, una pubblicità vivente per questo mondo, per molti ancora da scoprire…

Una pubblicità vivente, questa è bella!

Anche qui parliamo di percorsi di vita… Sono in quest’ambiente da ben 20 anni, prima la passione per la musica, poi per il ballo e con il tempo ho scoperto che questo look è il mio! La moda degli anni ‘40 e ‘50 mi ha sempre affascinato, vedere nei film o nelle fotografie quelle dive così meravigliose, donne elegantissime… sognavo ad occhi aperti. Il mio look è arrivato piano piano, prima un fiore tra i capelli, poi le decolté, poi un vestitino che fasciava la vita e arrivava appena sotto il ginocchio, ogni cosa che introducevo nel mio armadio mi faceva sentire a mio agio e guardandomi allo specchio dicevo: Questa sono io!

Di dj di stampo vintage ormai ce ne sono parecchi: il tuo stile peculiare da cosa è caratterizzato? Quali selezioni preferisci?

Seleziono solo musica che piace a me, questo è stato il mio punto di forza in consolle, pensavo che per trasmettere la mia passione il tutto sarebbe dovuto arrivare come prima cosa dalla musica!

Lavoro in ambienti molto diversi tra loro, ma per i quali nutro la stessa passione, quindi non mi risulta difficile dover gestire una serata di swing delle grandi orchestre degli anni ‘30 e ‘40 oppure selezionare la migliore musica rockabilly degli artisti dell’epoca. Cosa amo di più ballare? Tutto il rhythm ’n’ blues dalla fine degli anni ‘40 e dei ’50.

Ad oggi condivido molto spesso la consolle con mio marito dj Arpad, un altro grande appassionato della musica di quel periodo. Ci integriamo alla perfezione e ci divertiamo a metterci alla prova con le selezioni, per cui qualche volta battibecchiamo e uno dei due finisce a ballare in pista, ahahahah!

Cosa ha in serbo Lalla Hop per il prossimo futuro?

Ehm… ma vi devo proprio raccontare tutto?
Continuate a seguirmi sulla mia pagina facebook, anche quest’anno ne vedremo delle belle!

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