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Gypsy Rose Lee: la Madre del Burlesque

Il Burlesque, più di altre forme d’arte, ha tra le sue schiere di angeli fatti di curve molte dive e divine. Ma se c’è davvero una trinità de venerare, questa è composta da Lily St. Cyr, Ann Corio e Gypsy Rose Lee. Quest’ultima in particolare viene considerata come l’inventrice di ciò che oggi consideriamo burlesque: l’arte del rivelarsi a poco a poco, non solo di togliersi i vestiti di dosso, ma di stuzzicare, con sapiente e ironica malizia, chi sta a guardare. “Più tease che strip” si legge in ogni biografia di colei che passò alla storia come “la donna che inventò il burlesque”.

Come sappiamo, questa forma d’arte esisteva da tempo, ma Gypsy le conferì una forma definitiva e rispettata, per la prima volta anche negli ambienti dell’alta società e della neonata televisione.

Bella sì, ma non più di tanto, Gypsy Rose Lee si fece strada soprattutto per il suo cervello, e ancora oggi viene ricordata come la donna più intelligente nello show business burlesque, pioniera di quell’essere imprenditrici di se stesse che tanto viene sbandierato, non sempre a ragione, ancora oggi.

Gypsy Rose Lee

Gypsy Rose Lee giovanissima nello show dei fratelli Minsky e in altri celebri momenti della sua carriera

Quando era Louise: l’infanzia difficile di Gypsy Rose Lee

La storia di Gypsy Rose Lee è una strada verso l’affrancamento e l’uscita da un tunnel che solo in un modo poteva vedere la fine. Sua madre, Rose Evangeline Thompson, sposò John Olaf Hovick, venditore di spazi pubblicitari per il Seattle Times di origine norvegese, che era ancora adolescente. Il giorno delle nozze aveva già in grembo Rose Louise Hovick (vero nome di Gypsy), che nacque l’8 gennaio 1911. Sua madre dichiarò sempre il giorno successivo e frequentemente cambiò la data di nascita sia di Louise (Gypsy veniva chiamata sempre con il suo secondo nome) che di sua sorella, meglio nota come l’attrice June Havoc. La donna e le sue due figlie viaggiavano moltissimo, e per aggirare le leggi dei vari stati sul lavoro minorile, le date di nascita venivano costantemente spostate. La stessa Louise per anni non seppe quale fosse davvero il giorno del suo compleanno. Fu subito chiaro ciò che mamma Rose voleva: costrinse le sue due figlie ad estenuanti viaggi e provini, poiché voleva che sfondassero da subito nel mondo dello show business – il che la portò al divorzio dal padre delle fanciulle. L’anno successivo si risposò, ma Louise e June non hanno mai avuto una figura paterna accanto. La loro dispotica madre era tutto ciò che avevano. June, da sempre la preferita di mamma Rose, manteneva la famiglia già a due anni e mezzo, come piccola star, “La più piccola danzatrice sulle punte del mondo”. Quando June fu chiamata per comparire in alcuni cortometraggi, Louise fu lasciata a casa e riuscì almeno frequentare le scuole elementari, al contrario di June, alla quale fu insegnato a leggere dalle stage manager. In seguito Rose mise in piedi spettacoli di vaudeville, tra cui l’allora celebre Baby June and Her Farmboys, in cui Rose era la star e Louise, a cui la madre imputava una totale mancanza di talento, era relegata sul fondo. Con grande disappunto della donna, June fuggì con uno dei ballerini di fila, Bobby Reed, e lo sposò a soli tredici anni. Nonostante i loro show avessero incassato una media di 1.500 dollari a settimana, mamma Rose aveva sperperato quasi tutto il denaro.

La popolarità del vaudeville era in declino. Rose mise in piedi un altro spettacolo, Rose Louise and Her Hollywood Blondes e attribuì a Louise la mancanza di successo. La verità era che quella forma di spettacolo stava morendo, così Rose un bel giorno portò sua figlia in una Burlesque House senza spiegarle in quale disciplina artistica avrebbe fatto il suo debutto. Louise aveva quindici anni.

Gypsy Rose Lee

Gypsy Rose Lee in pose da donna fatale. Al centro: foto promozionale per il film “La bella dello Yukon”

Come Louise divenne Gypsy Rose Lee

Si dice che la starlette più attesa di quella serata ebbe una malore e non potesse salire sul palco. Si dice che Rose, attratta dalla paga, spinse sua figlia come volontaria, e che Louise fosse terrorizzata all’idea di spogliarsi in pubblico. L’audience era molto diversa da quella del vaudeville, come pure le ragazze che lavoravano allo show. Pare che Louise salì sul palco con un gonnellino di erba simile a quello delle ballerine di Hula, e che non si tolse molto di dosso. Il pubblico però rispose benissimo a questa nuova forma di “spogliarello”, che stuzzicava la fantasia più che mostrare carne. Una sera Louise ideò un finto incidente: la spallina del suo scintillante abito da sera si staccò e lei scoprì una spalla. Il pubblico, in delirio già con questo piccolo escamotage, letteralmente impazzì quando il vestito scivolò ai suoi piedi. Era nata una stella, la più fulgida nel mondo del Burlesque.

La tappa successiva era lo show dei fratelli Minsky, dove le cameriere, vestite alla francese, spruzzavano delicati profumi sugli ospiti. Nella più famosa burlesque house degli Stati Uniti era tempo di trovarsi un nome nuovo. Louise scelse Gypsy, per il suo hobby di leggere le foglie del tè, aggiunse Rose, dal suo vero nome e come omaggio alla madre, e alla fine appose Lee come vezzo. Divenne molto presto la stella di punta dei Minsky, ma apportò al tutto un sapore completamente nuovo, mescolando massicce dosi di ironia alla sensualità. La volgarità degli show dei fratelli produttori fu stemperata a tal punto che Gypsy fu scritturata molto spesso per intrattenere ai balli dell’alta società newyorkese.

Gypsy Rose Lee

Gypsy Rose Lee con indosso alcuni fra i suoi più vistosi costumi

Gypsy Rose Lee goes to Hollywood

Gypsy fu più volte arrestata in frequenti raid della polizia dai Minsky. Fu sempre rilasciata, poiché la sua mente brillante le forniva sempre qualche trucco per aggirare le leggi sul nudo. Nel 1937 però, il sindaco LaGuardia fece chiudere tutte le burlesque house nel suo disegno politico più generale e ben noto. A Gypsy Rose Lee non rimase che trasferirsi a Hollywood per un po’. Tentò la strada del cinema, ma con il nome Louise Hovick, poiché le case di produzione temevano che il suo nome, noto ormai in tutti gli States, potesse allontanare il grande pubblico, ufficialmente benpensante. Il suo film d’esordio fu Alì Babà va in città, ma non ebbe successo. Tra gli anni ’30 e ’40 comparve in altre cinque pellicole, ma la sua carriera non decollò. Nel 1941 firmò un romanzo che definì “burlesque-mistery”, The G-String Murderer che venne poi trasposto in un film dal titolo Le stelle hanno paura (Lady of Burlesque, 1943) con Barbara Stanwick. Successivamente anche il suo testo teatrale The Naked Genius divenne un film, Doll Face, che vedeva nel cast anche Perry Como.

Furono i ruoli comici quelli in cui Gypsy Rose Lee diede il meglio di sé, come ne La bella dello Yukon. Interpretando questi ruoli restava sempre completamente vestita, ma finalmente usava il suo stage name. Nel film La taverna delle stelle portò un estratto della sua celeberrima routine The Psychology of a Stripteaser, che comprendeva molta recitazione e durava 90 minuti, me nel film ne propose solo sei. Negli anni ’50 e ’60 Gypsy seppe reinventarsi anche come star televisiva: fu ospite in numerose e celebri trasmissioni televisive, mettendo in luce la sua arguzia e una spiccata autoironia, il che la rese amatissima tra il grande pubblico.

 

Vado a Hollywood a trovarmi un marito. Anzi, tre.

Durante il periodo Hollywoodiano, Gypsy si sposò tre volte nell’arco di pochi anni. Il primo fu Arnold “Bob” Mizzy, sposato per insistenza degli studios nel 1937 e da cui divorziò nel 1941. Seguì una relazione burrascosa con il produttore Mike Todd e, solo per renderlo geloso, Gypsy sposò l’attore messicano William Alexander Kirkland nel 1942. Due anni dopo divorziarono, ma nel frattempo Gypsy aveva intrapreso una relazione con Otto Preminger, dal quale ebbe il suo unico figlio. Inizialmente lo chiamò Erik Lee, ma poi il cognome del ragazzo mutò in Kirkland, De Diego (il terzo marito di Gypsy fu il poco noto attore spagnolo Julio de Diego) e infine in Preminger, una volta che Erik fu riconosciuto dal padre biologico.

L’amore romantico non è mai stato la relazione che più ha condizionato la vita e la carriera di Gypsy Rose Lee. Se c’è stata una persona davvero importante nella sua vita, quella fu Rose, la sua terribile madre, dalla quale non si affrancò mai fino in fondo.

Natalie Wood nei panni di Gypsy Rose Lee nel film Gypsy

Natalie Wood nei panni di Gypsy Rose Lee nel film Gypsy (La donna che inventò lo striptease)

Il difficile rapporto tra Gypsy Rose Lee e sua madre

La reputazione che derivò da tutte le sue attività fece divenire Gypsy Rose Lee una sorta di “regina madre del burlesque”, ma stranamente durante il periodo hollywoodiano non si riavvicinò a sua sorella June. Entrambe però passavano un sostanzioso salario alla loro madre, che continuava a chiedere aiuto economico e che negli anni ’40 Gypsy sistemò a Manhattan: comperò a mamma Rose un immobile con dieci stanze e la donna lo adibì a pensione per sole donne. Una delle ospiti abituali divenne l’amante di Rose che un giorno, in un impeto di gelosia, le sparò e la uccise. Grazie all’influenza di Gypsy, questo “incidente” fu messo a tacere. Il caso fu archiviato come suicidio e sua madre non venne perseguita legalmente. Per tutta la vita la donna continuò a chiedere ingenti somme di denaro alle sue figlie, con sempre più pressanti ricatti morali. Fu solo quando la donna morì di cancro al colon, nel 1954, che le due sorelle si sentirono libere di esprimersi su di lei senza il timore di ripercussioni.

Nel 1957 Gypsy Rose Lee pubblicò un’autobiografia, dal titolo Gypsy (in italia il volume è pubblicato da Adelphy) che metteva in luce proprio il suo rapporto con sua madre. Subito fu adattata in un musical di grande successo, Gypsy: A Musical Fable, da molti considerato uno dei più bei musical in assoluto nella storia. Sua sorella June non gradì i modi in cui veniva descritta nella pièce teatrale ma alla fine fu convinta, dietro pagamento, ad accettare tutto. Le due sorelle si allontanarono per un po’ e June pubblicò la sua versione dei fatti in due volumi, Early Havoc e More Havoc. Il successo del musical però fu talmente clamoroso che Gypsy, al momento della release dei due testi, già era conduttrice del suo omonimo talk show televisivo. Il musical infine divenne un film (in Italia il titolo è il pessimo La donna che inventò lo striptease) con una rocciosa Rosalind Russell nei panni di mamma Rose e la stupenda Natalie Wood in quelli di Gypsy Rose Lee. L’attrice ebbe la fortuna di preparare la parte con la vera Gypsy. Il film, più la storia del conflitto madre-figlia che una biografia celebrativa, fu nominato a tre premi Oscar.

 

Negli ultimi anni della sua carriera Gypsy Rose Lee divenne politicamente attiva. Sostenne il Fronte Popolare durante la guerra civile in Spagna e inviò, ripetutamente e apertamente, aiuti economici ai bambini vittime di quella guerra. Fu indagata per attività antiamericane, come molte altre celebrità in quel periodo.

Gypsy Rose Lee si spense a soli 59 anni, a Los Angeles, il 26 aprile 1970, di cancro ai polmoni.

Un altro adattamento cinematografico delle sue memorie uscì nel 1993: il bellissimo TV-Movie Gypsy, per la regia di Emile Ardolino con Bette Midler nei panni di mamma Rose e Cynthia Gibb in quelli di Gypsy.