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Faith Bacon: dietro i ventagli

 

Storie eccezionali, per lo più di donne, racconti di vita di ineguagliabile potenza evocativa. Ecco di cosa si compone la storia del Burlesque. Dietro una forma d’arte ci sono sempre storie di persone che, smessi i succinti abiti e sciolto il make-up di scena, non sono diverse da tutti noi. Dietro i lustrini e tutto questo scintillare, capita che ci siano donne delicate, personalità assai sensibili, fiori delicati che il mondo ammira senza coglierne mai la vera essenza.

Questa è la storia della bellissima Faith Bacon, “la donna più bella de mondo” secondo nientemeno che Florence Ziegfeld. Una ragazza che iniziò la sua carriera molto presto, con la creatività dei veri innovatori, che codificò alcuni tra i più importanti e più amati act del burlesque classico e che, dietro quelle meravigliose piume di struzzo, nascondeva un’anima fragile.

 

Faith Bacon, la performer che inventò la Fan Dance

Nata a Los Angeles il 19 luglio 1910 da una coppia-scandalo per quei tempi (sua madre Charmion era già in attesa di lei quando sposò Francis Page Bacon), iniziò la carriera di performer e danzatrice da giovanissima, già negli anni Venti, dopo aver visitato Parigi e aver deciso, senza aver avuto alcuna preparazione artistica precedente, di dedicarsi a queste forme d’arte. Tornata negli States, lavorò immediatamente sia a Broadway che presso i teatri di Ziegfeld.

Fu lei, e non come erroneamente si crede Sally Rand (che divenne famosa negli anni Trenta) a inventare la Fan Dance, la romantica danza con dei grandi ventagli di piume di struzzo.

La storia è ben documentata. Una delle prime scritture di Faith a Broadway fu con il grande produttore Earl Carroll, nei famosi spettacoli Vanities, Fioretta e Sketch Book. Carroll era ben noto per le sue provocazioni all’allora vigente Proibizionismo. A quel tempo era consentito mostrare delle nudità femminili su un palco solo a patto che le ragazze fossero immobili, come un tableau vivant. Il nudo era ascrivibile alla forma d’arte pittorica, così mostrato. Ma a Carrol questo non poteva bastare, e in Vanities ostentava ragazze completamente nude che si esibivano in piroette e capriole per tutto il perimetro del palco. A volte le faceva immergere in vasche da bagno piene di alcolici, illegali durante il Proibizionismo. Si racconta che, dopo l’ennesimo avvertimento ignorato del New York District Attorney, un poliziotto fece irruzione sul palco tentando di coprire una starlette con una coperta, lei si liberò e corse nuda fuori, con risultati esilaranti da pantomima di film muto.

Fu allora che a Faith Bacon venne un’idea, come riportato da una lettera che scrisse allo stesso Earl: “Caro Carroll, perché non mettiamo in piedi un numero in cui mentre mi muovo sono coperta e quando mi fermo sono scoperta? Per esempio, poniamo che l’orchestra stia suonando un walzer. Io danzo per il palco e poi, a ogni terzo accordo la musica si ferma e io mi blocco, immobile e nuda”. Estasiato, Carroll le chiese con cosa avrebbe potuto velarsi durante i movimenti e Faith suggerì le piume di struzzo.

Faith Bacon e i suoi ventagli di piume

Faith Bacon: problemi con la giustizia… e non solo

La fan dance fu un successo immediato, e Faith Bacon, con le produzioni di Carroll, la portò in tour per tutti gli Stati Uniti, creando ovunque un grande scalpore. Uno show di luci fu aggiunto alla sua performance, come se la accarezzassero (anche troppo sensualemente) mentre era ferma e nuda. Il 9 luglio 1930, la polizia fece irruzione durante lo spettacolo al New Amsterdam Theatre, e arrestò Faith, Carroll e larga parte del cast per “aver dato una performance indecente”. Dopo il raid, con il processo ancora in corso, alcune modifiche furono applicate all’act. Carroll decise che Faith avrebbe dovuto indossare un velo di chiffon durante il numero, e non essere completamente nuda. La Fan Dance continuò la sua tournée fin quando la giuria non dichiarò colpevoli sia il produttore che la starlette. La compagnia si sciolse e Faith Bacon venne scritturata nelle Ziegfeld Follies dal giugno al novembre 1931.

Ma la giustizia non era il solo nemico: nel 1933 Bacon si recò a Chicago alla World’s Fair dopo aver appreso che un’altra performer, sua rivale, avrebbe eseguito una Fan Dance. Sally Rand aveva reso meno esplicita la sua performance, servendosi tra l’altro di separé e non mostrando mai il suo corpo nudo (in seguito sostenne anche di aver indossato una tuta aderente color carne) e aveva fatto propri alcuni movimenti, come si vede nel celeberrimo video della World’s Fair dell’anno successivo. Faith Bacon si presentò alla competition come “The Original Fan Dancer”, ma fu infine Sally Rand a diventare la più famosa fan dancer, e per alcuni ne divenne persino l’ideatrice.

Faith Bacon Burlesque performer

Faith Bacon e il declino di una star

Dopo la World’s Fair del ’33, la carriera di Faith Bacon iniziò un inesorabile declino. La contemporanea ascesa di Sally Rand fece indurire molto il suo carattere: Faith arrivò ad affermare che anche la Bubble Dance fosse una sua idea rubatale dalla rivale Sally. La sua reputazione di “diva difficile” fece il giro di tutti i teatri.

Nel 1936, all’interno dello show Temptation, Faith Bacon appariva nuda all’interno di una teca di vetro, al Chicago’s State-Lake Theater. Il suo ruolo rappresentava la tentazione della bellezza. Un supporto del sipario si staccò e andò a rompere la teca di vetro. Molte ragazze fuggirono urlando, ma Faith si rialzò, con le gambe notevolmente ferite, e continuò a danzare. La vista di quella bellezza nuda coperta di sangue scioccò l’intera audience. La diva fu portata in ospedale, dove rimase per oltre un mese. Tornata sulle sue gambe, con cicatrici evidenti che non sarebbero più sparite, le ci vollero mesi prima di poter tornare a esibirsi.

La sua carriera era ormai segnata, e Bacon fece causa al società che gestiva il teatro per 100.000 dollari. Ne ottenne solo 5.000 e li spese in un diamante di dieci carati.

Nell’ottobre 1938 intentò un’altra causa ai danni di Sally Rand, accusandola di aver rubato la Fan Dance. Quest’ultima si difese sostenendo la gelosia della collega e affermando che “L’idea dei ventagli di piume risale ai tempi di Cleopatra, non può accusarmi per questo”.

Lo stesso anno, Faith recitò in un film, il crime drama Prison Train (inedito in Italia); a differenza di altre sue colleghe, non tentò mai davvero la carriera cinematografica. Le altre sue apparizioni comprendono soltanto i due cortometraggi del 1942 Dance of Shame e A Lady with the Fans, che altro non sono che dei video-reportage delle sue magnifiche performance. Nel 1946 pubblicarono una storia scritta da lei, Fauna of the Wolves, che nelle intenzioni di Faith avrebbe dovuto diventare un film, ma ciò non avvenne mai.

Nell’aprile del 1939 Faith Bacon subì un altro arresto: stava pubblicizzando, con un assaggio pubblico del suo show, la performance di un fauno che avrebbe interpretato alla New York World’s Fair la settimana successiva, all’interno di Park Avenue, coperta solo di corde di chiffon e foglie di acero. Fu rilasciata pagando una cauzione di 500 dollari.

Faith Bacon e le sue audaci mise

In totale rotta economica, Bacon continuò a esibirsi in vari teatri negli anni Quaranta, ma la sua fama e la sua reputazione ormai erano ai minimi storici. Bisognosa di liquidità, arrivò a far causa al direttore di una manifestazione per aver inchiodato le assi del palco dove lei danzava a piedi nudi. Ovviamente perse.

A metà degli anni Cinquanta non si parlava quasi più di lei. Una sua ex collega, Elaine Steward, dichiarò di averla vista a Seattle chiedere l’elemosina come una barbona. L’episodio non fu mai confermato, ma le malelingue ormai avevano definitivamente condannato la sfortunata Faith.

Nel 1956 Bacon partì dalla Pennsylvania, dove la sua famiglia si era stabilita, e si recò a Chicago in cerca di una scrittura. Si registrò in un hotel, in una stanza doppia. Dopo diversi mesi di ricerca infruttuosa, la sera del 26 settembre ebbe una discussione con la sua coinquilina Ruth Bishop, circa la decisione di tornare a casa dai suoi. La ragazza raccontò che improvvisamente Faith aprì la finestra e saltò giù, e che il suo tentativo di afferrarla fu inutile.

Faith Bacon morì in ospedale, la notte successiva, in seguito alle ferite riportate, a soli 46 anni. Ruth dichiarò che colei che un tempo fu una fulgida star ormai soffriva di una forte depressione e che avrebbe dato qualsiasi cosa pur di stare sotto i riflettori ancora una volta.

Il marito di Faith, l’autore di musiche per il cinema Sanford H. Dickinson, dal quale si era da tempo separata, reclamò il corpo e lo fece seppellire a Chicago, al Wunder’s Cemetery. Gli effetti personali di Faith Bacon che gli furono consegnati comprendevano un biglietto del treno per tornare in Pennsylvania, 85 centesimi, un anello, qualche vestito e un paio di ventagli a noleggio.

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