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Intervista a Madama Dea

Madama Dea: intervista alla Erotic Designer

Tutto è iniziato con dei foulard. Tra drappeggi e pieghe, facevano capolino delle donnine poco vestite, ammiccanti, deliziosamente leziose. Un erotismo divertente e divertito, non ostentato, da indossare senza necessariamente mostrarlo. L’autrice di tale ammiccante beltà è Madama Dea, al secolo Dea Curic, croata, che ha iniziato come designer per noti brand di moda prima di intraprendere il suo personalissimo cammino artistico. Dea vive a Milano, dove realizza le sue peculiari e inconfondibili illustrazioni, e come tutte le menti vulcaniche, non riesce a fare una cosa sola nella vita. Noi l’abbiamo intervistata perché indossare i suoi accessori non ci bastava più: dovevamo farla conoscere a quante più persone possibile!

Ciao Dea! Come è nata in te l’idea di realizzare questi accessori così peculiari?

Sono una designer e quattro anni fa mi sono ritrovata a fare la freelance di moda, ossia realizzavo illustrazioni per tessuti stampati che andavano a finire nelle collezioni di importanti fashion brand. Tuttavia, ho sempre sentito l’impulso di creare mille cose, non sono mai riuscita a farne una soltanto. Ho iniziato allora a creare stampe mie, ma riuscire a realizzarle a metro per tessuti era complicato. Quindi ho cominciato a pensare illustrazioni adatte a foulard e pochette da uomo.

 

E i disegni sui foulard Madama Dea sono quasi sempre donnine succinte…

Esatto: sono ispirate ai bordelli degli anni Trenta. Disegno donnine da sempre, quando ero ragazzina le disegnavo sui muri. Poi mi sono orientata un immaginario più raffinato e che a volte strizza l’occhio al panorama burlesque.

Madama Dea: i foulard

Madama Dea: i foulard

E da qui anche il tuo nome: Madama Dea.

Il nome Madama Dea deriva dalle madame dei bordelli che si prendevano cura delle proprie ragazze. Il progetto continua ancora oggi ad evolversi. Il concept è quello della madama che si prende cura delle nostre vite, soprattutto dal punto di vista sentimentale e anche sessuale.

E oggi Madama Dea non realizza solo foulard…

Ho iniziato con i foulard per le donne e le pochette per gli uomini. Era il prodotto più semplice per mostrare le illustrazioni, ma non riesco a identificarmi con un solo prodotto. Non è tanto il foulard di Madama Dea che si possiede, quanto l’immaginario della Madama. Porto avanti più un immaginario che un prodotto specifico. I foulard erano solo l’inizio, ora si stanno aprendo tante nuove porte.

Madama Dea: le pochette da uomo

Madama Dea: le pochette da uomo

Primo fra tutti, il fumetto di Madama Dea!

Si intitola Supermadama. È un fumetto a puntate pubblicato attualmente da GQ online. Rispetto alle donnine degli anni Trenta, vado più avanti temporalmente e mi concentro sul periodo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Viste le mie illustrazioni, e dato che in passato ho realizzato sul mio sito delle piccole favole erotiche, mi hanno proposto di fare un fumetto ispirato alle supereroine del passato. Con Supermadama racconto avventure di cuore in chiave ironica, per sdrammatizzare la realtà.

E per ora il fumetto è a puntate. Diventerà un volume?

Sono una grande appassionata di fumetti, soprattutto di graphic novel, infatti sto cercando di proporre anche un lavoro più corposo, che vedrà la mia protagonista al centro di un’avventura con più respiro.

 

Certamente saprai come nell’opinione pubblica il fumetto erotico sia considerato ancora appannaggio maschile…

Devo dire che questa cosa mi ha sorpresa. Dopo l’uscita della prima striscia, le reazioni delle donne sono state pazzesche. Gli uomini invece ancora si chiedono perché una donna faccia fumetto erotico. L’immaginario sta cambiando: le donne sono sempre in prima fila quando si tratta di seguire l’immaginario erotico, anche negli show burlesque. Questa cosa però non mi fa paura.

Madama Dea: il fumetto Supermadama

Madama Dea: il fumetto Supermadama

Il tuo erotismo è molto raffinato e mi sembra che siano più le donne ad apprezzarlo.

Sono molti meno gli uomini che riescono ad apprezzare certe cose. Ci sono anche uomini intelligenti, che stanno cominciando a capire che l’erotismo può essere anche qualcosa di diverso, ma si tratta di una percentuale ridicola se confrontata alle donne che apprezzano la fruizione erotica in maniera raffinata. Gli uomini cercano un erotismo più diretto, in generale. Ma sono molto fiera di lavorare per le donne. Mi arrivano lettere di donne che dicono che grazie a me hanno ripreso a curarsi, a indossare lingerie sexy anche se hanno tre figli, che riscoprono il piacere di essere donna. C’è bisogno di ricordarci ogni giorno che siamo donne, che siamo bellissime, e che questo bisogno è solo per noi stesse.

 

Un concetto che sembra dimenticato: oggi si pensa che una donna debba essere sexy solo per il piacere altrui.

Un’amica si lamentava con me del fatto che gli uomini nemmeno la guardano più la lingerie sexy… Ma io la indosso per me stessa. Sapere che sotto l’abito indosso qualcosa di sexy mi fa sentire meglio. Anche il foulard, tu lo pieghi e magari nessuno sa che dentro le pieghe ci sono donnine nude stampate, ma ti fa sentire diversa.

 

Un modo discreto per mantenere il nostro contatto con l’eros, senza mostrarlo.

Siamo tutti dei voyeur. Chi lo fa in maniera aperta, chi meno sincera. Ma a tutti noi piace guardare, più che mostrare. Tra le altre cose sono anche art director di Cap 74024, una rivista di moda, eros e arte, che pone l’accento proprio sul voyeurismo.

Madama Dea: le illustrazioni per stoffe da tappezzeria e complementi da arredo

Madama Dea: le illustrazioni per stoffe da tappezzeria e complementi da arredo

E oltre a tutto ciò, continui anche a disegnare per i grandi brand di moda…

Lavoro con marchi più grandi e per loro illustro stoffe stampate. Ma questo esula dall’immaginario della madama: sono lavori in cui riesco sempre a esprimere me stessa, ma in modo più velato.

 

E sei un’insegnante di ballo…

Sono socia della Boogie Milano, insegno rockabilly. Sto progettando una scarpa

Party anni 50

Festa a tema anni 50 – Cinque idee per organizzarla

La passione per gli anni Cinquanta ritorna periodicamente nella cultura popolare: negli anni Ottanta i ragazzi sono letteralmente impazziti per quello che fu un revival in piena regola, e negli ultimi anni lo stile rockabilly e pin-up (a onor del vero molto rivisitato) è tornato prepotentemente in auge.

Ma ci sono persone che i 50s li vivono quotidianamente proprio oggi, 1° agosto, è iniziata l’edizione 2015 del Summer Jamboree a Senigallia, il più grande festival di cultura rock ‘n’ roll anni Cinquanta in Italia, sicuramente anche uno dei più importanti al mondo.

E allora, per portare un po’ di atmosfera degli Happy Days anche qui, cosa c’è di meglio – e di più estivo, di una bella festa a tema anni 50?

Vediamo di seguito cinque idee per organizzare una perfetta festa a tema anni 50.

Party anni 50 - le decorazioni

  1. La location più adatta a una festa a tema anni 50

L’ideale sarebbe trovare un diner, ovvero un locale pubblico già arredato per organizzare lì la tua festa a tema anni 50. Se ciò non fosse possibile, si dovrà passare alla decorazione! La parola d’ordine è colore! Toni forti e decisi, contrasti tra il bianco, il rosso e il nero ben miscelati. O in alternativa tutti i toni pastello miscelati con un po’ di fluo: ispirati alle caramelle! Non ci vuole molto: in commercio trovi tantissimi oggetti per le apparecchiature in stile, e alle pareti basterà appendere degli sticker e le immancabili immagini di pin-up!

L’oggetto d’arredo cult? Ovviamente un juke box vintage! Meglio ancora se funzionante, caricato di dischi con tutte le hit dell’epoca, da Elvis Presley a Chuck Berry!

Party anni 50 - il dress code

  1. Festa a tema anni 50: come mi vesto? Idee uomo e donna

Come in ogni party a tema che si rispetti, l’abbigliamento deve essere adeguato alla situazione! Quando mandi gli inviti, specifica che c’è un dress code e insieme fornisci delle indicazioni di massima su cosa è anni 50 (gonne a ruota, pantacapri, bandane per lei, giubotti in pelle, bretelle, jeans con i risvolti per lui, ecc.). Se hai delle difficoltà, puoi cercare in rete alcuni consulenti d’immagine del settore, che sapranno aiutare anche i maschietti nel ricreare il perfetto outfit. In alternativa, puoi ispirarti alle icone dell’epoca, dalle pin-up alle attrici come Marilyn Monroe, ad attori come James Dean o a film che hanno celebrato i Fifties come Grease e Ritorno al futuro.

Party anni 50 - il photocorner

 

  1. Photo Booth e corner vari

Non è un vera festa a tema anni 50 se i partecipanti non possono immortalarsi con il loro look vintage! Allestisci un photo corner se pensi che tutti saranno vestiti davvero a tema, o in alternativa, fornisci tu degli accessori con un photo booth che abbia tanti props. Non solo occhiali, bandane e baffi a due dimensioni, ma anche cappelli, veri foulard, oggetti da pin-up (andrà benissimo anche la classica bottiglietta Coca-Cola, che quest’anno festeggia il centenario).

Per un look davvero a tema, puoi allestire anche un beauty corner dove verranno allestite acconciature e make-up a tema! Esistono professioniste del settore che sono disponibili a questo servizio.

Un’idea davvero divertente è il kissing booth, ovvero un banchetto dove si vendono baci! Andava fortissimo per raccogliere fondi di beneficienza a quei tempi!

party anni 50 - il rinfresco

  1. Il rinfresco per una festa a tema anni 50

Il catering è importante per ogni festa che si rispetti, ma per una festa a tema anni 50 è addirittura facile! Hamburger, frullati, frappè con panna! Pop corn e tante caramelle: erano gli happy days, iniziava il consumismo ed è allora che sono nati i fast food e i drive in. Puoi sbizzarrirti come vuoi, ma servi tutto in contenitori vintage: l’album di foto sarà pazzesco!

Party anni 50 - la musica

  1. No musica anni 50… no party anni 50!

Anche i balli di quegli anni hanno avuto un vero ritorno sulla cresta dell’onda: dallo swing al lindy hop, dal rock ‘n’ roll ai lenti come Blue Moon… Se non sai da che parte cominciare, niente paura: chiama un DJ professionista specializzato in musica vintage! E ricordati che per certi balli le calzature devono essere comode!

Fiery Blaze

Blaze Starr: Red Supernova

Blaze Starr: leggendaria performer Burlesque

Ci ha lasciati poco tempo fa, il 15 giugno 2015. Per questo ci è sembrato doveroso iniziare questa rubrica del Blog di Les Folies Retro dedicata alle icone del burlesque (ma non solo) con Blaze Starr, leggendaria performer conosciuta anche come “Miss Combustione Spontanea”.

Blaze Starr: la biografia

Blaze fu una vera star dei nightclub degli anni Cinquanta, con routine consolidate e un’attività artistica sempre crescente, una vera donna imprenditrice, tutt’oggi fonte d’ispirazione per molte starlette. Nata il 10 aprile 1932 in West Virginia, seconda di undici figli, e cresciuta in aperta campagna, è stata scoperta come in una favola. Lavorava in un negozio di ciambelle quando un impresario, Red Snyder, entrò e notò la allora quindicenne Fannie Belle Fleming – questo il suo nome di nascita. Lusingandola per la sua innegabile bellezza, le disse che la avrebbe inserita nello show business. La risposta della fanciulla fu altrettanto da manuale: “Mi hanno insegnato che ballare è peccato, ma posso suonare la chitarra”. Il divertito Red le promise di trasformarla in una star. E così fu, visto che le diede il nome di una “nova”, una stella che si chiama Blaze Star, della costellazione Corona Borealis.

Blaze_combo

Blaze Starr: la carriera performativa

Red volle Fannie vestita da cowgirl. Con parole dolci la convinse a spogliarsi, e più tardi Blaze ricordò così il suo primo show: “Se non hai mai mostrato in pubblico nemmeno il tuo ombelico, l’idea di spogliarti ti fa davvero paura. Avevo un cappello che faceva parte del mio costume da cowgirl bianco e rosso, così lo usai per coprirmi un po’. Dopo lo spettacolo, vomitai. Non era per la nudità, ma perché mi resi conto che sì, ora facevo parte dello show business!”.

Poco tempo dopo, Snyder tentò di abusare sessualmente di lei, ragion per cui Blaze lo mollò su due piedi e non si voltò mai indietro. Con i suoi capelli rossi e le sue forme prorompenti, trovò presto un altro impiego a Baltimora, nel Maryland, presso il Two O’Clock Club. Presto ne divenne la star di punta e nel 1954 la rivista Esquire parlò diffusamente di lei e del nightclub.

Le sue performance sono famose per l’utilizzo di vari strumenti sul palco, per la versatilità e per la varietà che spaziava dalle più classiche fan dance e balloon dance, alla presenza di animali. Amava i felini, e uno dei suoi numeri che fece più scalpore la vedeva con una giovane pantera nera alle sue spalle. Ma il suo “marchio di fabbrica” fu la routine The Exploding Couch, in cui si finge esausta dopo una giornata di lavoro e, dopo lo strip, si stiracchia su un divano. A un certo punto, del fumo sprigiona tra le sue gambe, sopraggiungono le fiamme e infine il divano viene avvolto dal fuoco, fino ad esplodere. La routine fa parte del film di montaggio Buxom Beautease, 1956, prodotto e diretto da Irving Klaw, il celeberrimo fotografo fetish che rese famosa Bettie Page e per il quale anche Blaze Starr fu modella.

Nel frattempo, Starr divenne sempre più famosa: viaggiava in tutti gli States ed era richiestissima. Fu arrestata diverse volte, in stati come il New Orleans che avevano leggi restrittive sulla nudità, ma continuò nel suo lavoro di ricerca performativa grazie al proprio corpo.

In quegli anni la conturbante Blaze fu al centro di uno scandalo: la sua storia d’amore con l’allora governatore Earl Long finì su tutti i tabloid. Lei stava ancora divorziando da Carroll Glorioso, proprietario di locali in cui Blaze si esibiva, e Long era sposato. La loro relazione durò più di dieci anni; in molti sostengono che fu a causa di Blaze Starr che Long finì in un ospedale psichiatrico. La storia d’amore viene raccontata nei dettagli nel film Blaze (in Italia Scandalo Blaze) del 1989, che vede Paul Newman nei panni di Earl Long e Lolita Davidovich in quelli di Starr. Blaze appare nel film in un cameo.

Earl Long morì nel 1960. I due non si sposarono mai, ma lui le lasciò 50.000 dollari. Blaze rifiutò l’eredità.

Blaze Starr: una donna imprenditrice

Divenuta ormai imprenditrice, Blaze Starr acquistò il Two O’Clock Club a Baltimora, e continuò a produrre i suoi spettacoli. Si ritirò parzialmente dalle scene nel 1975, per poi farlo definitivamente nel 1983: si era dedicata alla sua passione, la gemmologia, e trascorse i suoi ultimi anni dedicandosi a tempo pieno alla sua nuova attività di creatrice di gioielli.

Blaze Starr è morta il 15 giugno 2015 in West Virginia. Una delle sue sorelle sostiene che a causarle la morte sia stato un forte stato di stress insieme ad altri gravi problemi al cuore. Il suo cane è morto poche ore dopo di lei.

Pinup_writing

Il Blog Vintage Italiano a 360°

Ormai lo sanno tutti: noi di Les Folies Retro ci occupiamo del mondo del Vintage a 360°!

Organizzando eventi musicali, serate danzanti, show burlesque e spettacoli circensi, DJset retro e persino matrimoni old style, è stata quindi  la cosa più naturale del mondo creare finalmente il nostro Blog dedicato al Vintage in tutte le sue sfaccettature.

Les Folies Retro: come nasce?

Dal felice connubio tra Miss Milky Butterfly, affermata performer Burlesque del panorama italiano, e Roma Sound Service, celebre agenzia di eventi della Capitale, nasce Les Folies Retro.
Milky, dopo una prima fase performativa, capisce ben presto che il ruolo della starlette le va stretto ed è così che inizia a dedicarsi parallalemente alla sfera organizzativa degli eventi, diventando ideatrice e produttrice di diversi format ed al tempo stesso presentatrice delle serate.
In questo scenario si colloca la partnership con l’agenzia di eventi Roma Sound Service, che le permette di avviare la scuola Les Rendezvous Burlesque, assumendo, infine, il ruolo di direttrice artistica dell’agenzia.

Blog Vintage Italiano

Les Folies Retro: il Blog Vintage Italiano a 360°!

Dopo tanti anni passati nell’ambiente Vintage, abbiamo pensato di mettere a fattor comune la nostra esperienza e il nostro bagaglio culturale, nonché i nostri contatti con gli esperti del settore per dare vita ad un Blog dedicato al mondo Vintage! Dalla moda agli eventi, dai consigli su make-up e acconciatura d’epoca agli approfondimenti sulle star del passato… Passando per le interviste agli esperti del settore, ai musicisti, ai performer… Tutto ciò che fa parte del mondo Vintage passerà di qui, perché noi aspiriamo a diventare il vostro punto di riferimento in Italia, la vostra machina del tempo, il vostro ponte verso epoche meravigliose che potrete rivivere nei nostri post!

Naturalmente siamo aperti a ogni vostro suggerimento, amanti del Vintage: che siate più swing o rockabilly, che amiate i ruggenti anni Venti del Grande Gatsby o i cotonati anni Sessanta di Mary Quant, siete i benvenuti per commenti, condivisioni, proposte e chi più ne ha più ne metta!

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