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Bettie Page: la regina delle pin up

Al giorno d’oggi si fa abuso di molte espressioni. Parole come “capolavoro”, “geniale” o “regina” vengono spese con gran facilità e spesso a sproposito. Siamo però certi di non sbagliare a definire Bettie Page la regina incontrastata delle pin up di ogni epoca. Con il suo sorriso da ragazzina, le curve mozzafiato e la capigliatura corvina, Bettie è diventata un’icona, qualcosa di immortale e sempre giovane nell’immaginario comune. La sua storia è nota, ma è anche infarcita di aneddoti leggendari, di miti, e di molta tristezza. Come molte altre donne entrate nel firmamento delle star, Miss Page ha avuto una vita di luci e ombre, e da sola, valorizzando ciò che aveva, ne ha cambiato il corso, dalla povertà alle stelle come una principessa delle favole. Che però, invece di ampie vesti colore del cielo, indossava regicalze e brandiva frustini.

 

Bettie Page, la ragazza modello

Seconda di sei figli, tre maschi e tre femmine, Bettie Mae Page nacque a Nashville, in Tennessee, il 22 aprile 1923. All’anagrafe registrarono erroneamente il suo nome con la Y, Betty, ma il certificato di battesimo indica “Bettie”. I suoi genitori, Walter Roy Page & Edna Mae Pirtle, divorziarono quando lei aveva dieci anni. Il padre molestava le tre figlie femmine e dava solo problemi. Un giorno rubò un’auto della polizia, fu catturato e arrestato, e la goccia fece traboccare il vaso per Edna. Dopo il divorzio, Bettie e le sue sorelle vissero per un po’ in un orfanotrofio femminile. Nelle lunghe ore trascorse nei dormitori, le tre ragazze si divertivano a pettinarsi e truccarsi come le grandi dive, e lei imparò anche a cucire. In seguito Edna riprese tutti i suoi figli con sé e si spostò molto in cerca di una stabilità economica. Per sfamare da sola sei figli, lavorava come parrucchiera di giorno e lavandaia di notte. Fu Bettie, giovanissima, a prendersi cura dei suoi fratelli. La sua famiglia era così povera che “Eravamo fortunati se trovavamo un’arancia nella calza di Natale”, come dichiarò in seguito. Ciononostante, la nostra beniamina era anche una studentessa modello: con una media di tutte A, una volta diplomata ottenne un assegno di 100 dollari per iscriversi al Peabody College e in seguito mancò la borsa di studio universitaria per un solo quarto di punto. Da sempre appassionata di recitazione e già attiva negli spettacoli scolastici, iniziò a studiare Arte Drammatica. Anche se aveva frequentato il college per diventare insegnante, il suo sogno era fare l’attrice. Trovò il suo primo impiego così: doveva dattiloscrivere i testi per l’autore Alfred Leland Crabb. Si laureò in Arte nel 1943 e sposò il suo ragazzo del liceo, Billy Neal. I due si trasferirono a San Francisco, ma ben presto lui fu arruolato nell’esercito e andò al fronte per la Seconda Guerra Mondiale. Tornò nel 1947, lui e Bettie divorziarono.

Bettie Page fotografata da Irvin Klaw

Bettie Page fotografata da Irvin Klaw

L’inizio della carriera di Bettie Page

Nel 1950 Bettie si trasferì a New York e cominciò a lavorare come segretaria, ma il suo sogno di diventare una star non era tramontato. È ormai leggendario il modo in cui fu scoperta: in ottobre passeggiava su una spiaggia a Coney Island e fu notata da Jerry Tibbs, un poliziotto con l’hobby della fotografia. Colpito da quella figura sinuosa e da quegli occhi blu profondo, Tibbs non solo le chiese di posare per lui, ma la introdusse nell’ambiente fotografico. La disinvoltura di Bettie di fronte alla macchina fotografica era senza precedenti: si lasciava plasmare come creta e non aveva alcun problema a posare nuda. Tibbs le presentò altri fotografi dilettanti, compreso Cass Carr, un musicista giamaicano, che la fece posare per il suo primo servizio outdoor e la introdusse nell’ambiente dei Camera Club. La ragazza, allora ventisettenne, ebbe così la possibilità di maturare un’esperienza incredibile per quei tempi così conservatori.

L’anno successivo, Bettie Page iniziò il suo sodalizio con Irvin Klaw. Fotografo, videomaker, artista di rottura, Klaw regalò a Bettie Page quello che sarà il suo tratto più distintivo: la frangetta. La immortalò in decine e decine di fotografie sexy, spesso a tema bondage e sadomaso. Le fotografie (e anche i video) venivano inviate per corrispondenza a clienti più o meno abituali. In men che non si dica, Bettie Page era un’icona in tutti gli Stati Uniti: la prima modella bondage della storia degli USA.

Bettie Page fotografata da Bunny Yeager

Bettie Page fotografata da Bunny Yeager

Bettie Page: la più grande tra le pin up

Wink, Eyeful, Titter, Beauty Parade. Sono solo alcune tra le riviste su cui comparivano le foto di Bettie Page. Ma quando comparve anche su magazine di Robert Harrison, fu sancito il suo primato tra le pin up. Nel 1954 era la più famosa a New York, e la ex modella e aspirante fotografa Bunny Yeager la volle per un servizio fotografico all’interno dell’ex parco naturale Africa-USA di Boca Raton, in Florida. La serie di scatti “Bettie nella giungla” è famosissima ancora oggi. Bettie era solita cucire da sola la lingerie che indossava, e anche l’ormai celebre abito in pelle di leopardo era opera sua. La serie comprende anche foto di nudo in compagnia di due ghepardi vivi. Bunny spedì le sue foto a Playboy e Hugh Hefner in persona si assicurò che Bettie Page venisse scritturata sul numero successivo come Playmate del mese. Suo fu il paginone centrale che festeggiava i due anni della rivista, nel gennaio 1955. Le foto di Bettie furono riprodotte ovunque, anche sui dischi e sulle carte da gioco. Si era meritata il titolo di “The Girl with the Perfect Figure”. Hefner divenne ossessionato da lei, dai suoi modi affabili, maliziosi e ingenui allo stesso tempo.

Nel frattempo Bettie era apparsa anche in diversi programmi televisivi e spettacoli teatrali. Irvin Klaw continuava a immortalarla. Sempre divertita e irriverente, Bettie Page fu la protagonista di oltre 50 filmati burlesque girati da Klaw, tra cui Teaserama, il celebre film episodico in cui Bettie Page esegue un siparietto con Tempest Storm. Alcuni leader civili e religiosi denunciarono il lavoro del fotografo accusandolo di perversione e di “cospirazione finalizzata alla distribuzione di materiale osceno”. Erano iniziati i guai per Bettie Page. Dal momento che quella modella sua connazionale aveva violato ogni tipo di tabù sessuale, il senatore del Tennessee Estes Keafauver ordinò un’inchiesta congressuale anche contro di lei. Era il 1957 e la più famosa pin up del mondo si ritirava dalle scene all’apice della sua carriera, sparendo dalla pubblica vista per due decadi, a causa di un bigottismo istituzionalizzato che in futuro, e ancora oggi, le femministe di tutto il pianeta accusano, indicando Bettie come una rivoluzionaria e una liberatrice dei costumi. Ma lei he sempre negato: “Non ho mai provato a essere scandalosa o una pioniera, né ad anticipare i tempi. Non ho mai pensato a me stessa come a una liberatrice, e non credo nemmeno di aver fatto qualcosa di importante. Sono stata solo me stessa. Non conoscevo nessun altro modo di essere, nessun altro modo di vivere”.

Bettie Page fotografata da Bunny Yeager

Bettie Page fotografata da Bunny Yeager

La sfortunata vita privata di Bettie Page

Trasferitasi definitivamente in Florida, Bettie Page sposò Armond Walterson, più giovane di lei di qualche anno, da cui divorziò nel 1963. Anche il terzo matrimonio con Harry Lear finì presto in un divorzio, il che causò un grave crollo nervoso in Bettie, che già soffriva di instabilità. Non si sa molto della sua vita in quegli anni, solo che viaggiò molto e provò diversi lavori in California, Tennessee, Illinois e Oregon. Quando qualcuno la riconosceva per la strada, lei gli sfuggiva rispondendo “Bettie chi?”. Era rimasto poco della brillante, spiritosa e intelligente ragazza adorata da tutti i fotografi: preferiva restare nell’anonimato e non poteva sopportare che il pubblico, che un tempo l’aveva tanto amata, la vedesse in quello stato. Nella vita privata invece un vero amore le mancò molto. Le furono attribuite anche diverse relazioni omosessuali, tra cui una persino con Marilyn Monroe e una liaison con Katharine Hepburn. C’è chi sostiene che Bettie Page non tornò mai più a farsi fotografare dopo il suo riavvicinamento al cristianesimo. Leggendario anche l’episodio che racconta come riscoprì la fede: sembra che un giorno, dopo il suo secondo matrimonio, stesse passeggiando sulla spiaggia a Key West, quando vide una piccola chiesa sormontata da una piccola croce di neon. Entrò e ne uscì rinata cristiana.

Una volta chiuso definitivamente con la sua vita precedente, studiò per diventare missionaria, ma poi questo suo nuovo sogno si infranse a causa della sua instabilità mentale. Nel 1979 fu arrestata a seguito di una violenta lite in strada. Le diagnosticarono un’acuta forma di schizofrenia con tendenze alla violenza e fu ricoverata per venti mesi in un’ospedale a San Bernardino. Successivamente, fu tenuta sotto la supervisione dello stato per otto anni, che spese lavorando come segretaria di un’organizzazione cristiana. Tutto questo si conobbe solo in seguito alla fama derivata dalla riscoperta del suo lavoro: per due decenni la gente non seppe nemmeno se era ancora viva. Bettie Page in realtà morì a 85 anni, a Los Angeles, in seguito ad attacco di cuore dopo una lunga polmonite. Uno dei suoi fratelli si prendeva cura di lei.

 

Bettie Page legacy

Paige Richards in “Bettie Page: Dark Angel, Gretchen Mol in “The Notorious Bettie Page” e Dita Von Teese in versione Bettie

Icona immortale: Bettie Page’s legacy

Gli anni Ottanta furono un decennio di strane sperimentazioni per la moda e la cultura. In mezzo a innumerevoli tentativi oggi discutibili, gli ’80s ebbero il merito di riscoprire la moda e le icone degli anni Cinquanta, tra cui Bettie Page. In un clima di cambiamenti e riscoperte, anche Bettie fu raggiunta, ma non accettò mai di farsi fotografare non più giovane, bella e fresca come tutti i suoi fan la ricordavano. In compenso, rilasciò diverse licenze perché il suo nome e la sua immagine fossero utilizzate per la pubblicità e la stampa su innumerevoli prodotti. Si stima che l’ammontare delle foto che la ritraggono si aggiri intorno a 20.000, nonostante moltissime siano state distrutte dal Congresso in quanto materiale osceno. Bettie Page lavorò con molti fotografi, fra i quali però pochi professionisti. Molti originali sono andati dispersi e ne sopravvivono solo copie sbiadite. Ciò nondimeno, da tutto quel materiale emerge una figura di donna bellissima, insieme vicina e irraggiungibile, sorridente, imbronciata, una sensualità dirompente e anticonvenzionale che però potresti ritrovarti di fronte se suonassi ora alla porta accanto. La sua carriera di modella ebbe una durata impensabile per gli anni Cinquanta: le altre duravano mesi, lei fu ricercatissima per anni. Un fumetto, The Bettie Pages, pubblicato proprio negli anni Ottanta, la riportò al suo status di icona. Da lì all’immortalità il passo fu breve. Nel 1976 era già uscito un libro nostalgico che ripubblicava le sue foto: negli anni della massima espressione del porno, quelle immagini non scandalizzavano più. Documentari, riviste, la moda che si ispira ciclicamente a lei… le donne di tutto il mondo che imitano la sua capigliatura. Due film recenti raccontano la vita di Bettie Page. Bettie Page: Dark Angel, di Nico B. e il miglior The Notorious Bettie Page di Mary Harron. Dita Von Teese lottò con tutte le sue forze per ottenere la parte della protagonista, ossessionata com’è da Bettie Page, ma alla fine il ruolo fu della bella e talentuosa Gretchen Mol.

Impossibile elencare tutto il retaggio lasciato da Bettie Page. Vi basterà guardarvi intorno per ritrovarla in ogni dove e capire perché, anche se lo sembrava, diceva: “Io non sono mai stata la ragazza della porta accanto”.

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